Dai Monti Urali a Macerata… Liviya si racconta

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Ciao a tutti, mi chiamo Livia e ho 29 anni. Sono nata e cresciuta a Ekaterinburg, capoluogo dei Monti Urali in Russia. Mi piacerebbe usare questo spazio per raccontarvi qualcosa di me e cosa mi ha portato a fare questa esperienza di servizio civile.

Fin da bambina mi è sempre piaciuto aiutare gli altri, ed avevo talmente tanta energia che la mia famiglia ha deciso di tenermi occupata il più possibile, tanto da farmi iscrivere a quattro scuole contemporaneamente: frequentavo la scuola media insieme alla scuola d’arte e alla scuola di musica, e facevo parte anche di una squadra di arrampicata. Questo periodo, durato più di 10 anni, è stato per me decisivo e mi ha insegnato a fare molte cose contemporaneamente.

Dopo essermi diplomata al liceo linguistico, sono entrata all’Università Tecnico Statale e mi sono laureata nel 2009 in Sociologia e Amministrazione pubblica. In quel periodo avevo già iniziato a lavorare all’Università come assistente dei professori di lingue straniere e di linguistica; in quel contesto ho avuto l’opportunità di studiare la lingua italiana. Da qui ha avuto inizio il mio amore per l’Italia!

Dopo aver collezionato diverse esperienze, come fare la ragazza au pair in una famiglia siciliana, gli studi nella Scuola d’italiano per stranieri e i viaggi alla scoperta delle meraviglie di questo Paese, ho capito che mi sarebbe tanto piaciuto vivere in Italia.

Durante i cinque anni degli studi universitari, ho fatto parte di un gruppo di volontari, interno all’Università stessa, che si offriva di aiutare bambini dagli 0 ai 4 anni che vivevano in un orfanotrofio. Si trattava di un ambiente enorme in cui vivevano circa 130-150 bambini, estremamente bisognosi dell’aiuto e dell’attenzione di noi ragazzi. Questa lunga esperienza ha segnato profondamente la mia vita, tanto che per la mia tesi di laurea ho scelto il tema dell’affido familiare e dell’adozione.

Il legame con il mondo degli orfani è rimasto talmente tanto impresso nel mio cuore che già da più di 10 anni cerco di trovare famiglie per questi bambini attraverso la collaborazione con un’associazione russa. Quando sulle loro schede personali leggo la frase “Sta in famiglia” mi sento molto molto felice, perché credo non ci sia gioia più grande e bella. Spero sempre che nel mio piccolo io sia riuscita a regalar loro un sorriso e che riuscirò a farlo anche in futuro.

Da 6 anni lavoro anche come traduttrice, interprete e insegnante di italiano e russo. Quando ho deciso di proseguire i miei studi, ho scelto di spostarmi in Europa e a gennaio del 2015 mi sono trasferita in Italia per iscrivermi al Master di II livello in Pubblica Amministrazione presso l’Università di Macerata. Dopo i primi periodi, sentivo la necessità di continuare ad impegnare parte della mia vita nel volontariato; per questo motivo ho scelto di svolgere il tirocinio previsto dal Master presso l’Associazione La Goccia Onlus, che si occupa nello specifico di affido e di adozione.

È proprio presso La Goccia che ho sentito parlare per la prima volta di Servizio Civile, perché in Russia non esiste questa forma di volontariato. Così ho iniziato ad informarmi e ho deciso quasi subito di presentare la domanda. Desideravo trovare un progetto adatto a me e alle mie esperienze, che mi fosse piaciuto così tanto da portarmi alla decisione di dedicare un anno della mia vita ad esso. E l’ho trovato: si tratta del progetto “Il mondo che vorrei”.

Le attività che prepariamo per gli incontri nelle scuole, i temi che affrontiamo con i bambini e le attività nelle parrocchie mi aiutano a crescere, sia personalmente che professionalmente, e mi aiutano a conoscere meglio il territorio circostante, che fino a due anni fa era per me sconosciuto. L’esperienza in Caritas mi ha donato nuove amicizie e mi sta facendo conoscere persone fantastiche, che ogni giorno mi accompagnano in questo percorso.

L’anno del servizio civile è appena iniziato e sono convinta che mi aspettano ancora tante bellissime cose! Sono sicura che arriveranno molto presto!

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