«Un arcobaleno di popoli accomunati da un’unico Battesimo» si è ritrovato nella giornata di ieri, domenica 15 gennaio, all’aula sinodale della Domus San Giuliano di Macerata, per festeggiare la giornata Mondiale delle Migrazioni.

L’appuntamento, che si ripete annualmente per l’occasione, nasce dalla collaudata collaborazione tra Migrantes, il Centro Missionario diocesano e la Caritas e ha avuto inizio con una messa dal sapore internazionale celebrata da monsignor Nazzareno Marconi e concelebrata dai sacerdoti emigranti che operano nel territorio; a rendere particolarmente caratteristica la celebrazione è stata la presenza di una nutrita rappresentanza delle comunità cattoliche straniere tra cui quelle indiane, nigeriane e peruviane. Le stesse comunità, già la domenica precedente si erano ritrovate nella piazza principale di Macerata, proponendo un colorato carosello di bandiere per la festa invernale di san Giuliano l’ospitaliere, patrono della città.

L’animazione della messa è stata affidata alle varie nazionalità; le letture sono state proclamate in diverse lingue: inglese, italiano e spagnolo e anche i canti hanno portato un segno di “mondialità” grazie al santo cantato in indiano e l’alleluia intonato dai nigeriani. «Il popolo dei cristiani – ha detto il vescovo durante l’omelia – non è un popolo, ma un arcobaleno di popoli accomunati da un unico Battesimo che non cancella le nostre diversità che sono ricchezza. Per noi cristiani cancellare le diversità è sbagliato, siamo chiamati a valorizzare le specificità e a scoprire che in ogni realtà c’è un riflesso della bellezza del Signore». E questo riflesso si è vissuto anche al momento della preghiera dei fedeli dove sono risuonati diversi idiomi tra cui il brasiliano e il cinese.

Finita la celebrazione il momento di comunione è continuato “a tavola”. I volontari del centro missionario e tanti immigrati hanno condiviso un pranzo internazionale, dove ognuno ha offerto il meglio della cucina del proprio Paese. La celebrazione della giornata Mondiale del migrato e del rifugiato ha proseguito anche nel pomeriggio, sempre all’aula sinodale, dove lo spirito festoso si è unito alla riflessione. Ad approfondire il tema invocato da papa Francesco per la giornata Mondiale, «Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce», è stata l’associazione Piombini Sensini di Macerata che da diversi anni si occupa di accoglienza ai minori, offrendo ai presenti anche le testimonianze di alcuni giovanissimi ospiti che «spesso si dimostrano particolarmente capaci di una certa resilienza, che sarebbe bello insegnassero ai nostri figli» come ha detto Andrea Marangoni, presidente dell’associazione.

Spazio anche alla musica, grazie alle performance di alcuni gruppi etnici stranieri che vivono nel territorio, alla Scuola Civica di Musica “Stefano Scodanibbio” e al gruppo “Birbanda santa Croce”.

Il successo della festa condivisa è solo un esempio delle tante attività in diocesi volte all’integrazione. Il centro missionario diocesano, in collaborazione con Caritas, promuove con successo aiuti concreti come la distribuzione degli indumenti, e l’ufficio Migrantes che si occupa dell’accompagnamento spirituale alle varie comunità, organizza messe e momenti di preghiera anche in lingua.

Giornata Mondiale Delle Migrazioni In Diocesi

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