«Quello che è accaduto fra di noi, nello spazio della convivenza civile dei nostri paesi di provincia, è l’irruzione incredibile di una mentalità talmente diabolica da distruggere qualsiasi sentimento di umanità e di amore» e solo la fede può «impedire la disperazione».

Il vescovo Luigi Negri

Lo afferma il vescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Luigi Negri, in un messaggio alla diocesi, all’indomani dell’omicidio di una coppia a Pontelangorino ad opera del figlio e di un amico di quest’ultimo. «Ciò che è stato premeditato e perpetrato in maniera impietosa – riconosce il presule – ci mette davanti un lembo innegabile di inferno, ovvero la perdita totale del senso della dignità umana e dei valori fondamentali su cui può essere costruita la vita personale e quindi la vita dell’intera società». E se da una parte «ci si sente inermi e impotenti di fronte a una così cruda realtà, all’irruzione così violenta del male che può ghermire le menti dei giovani e farli diventare assassini», dall’altra – mette in guardia monsignor Negri -, «non è più tempo per trascurare la nostra responsabilità educativa, non possiamo lasciare che i giovani crescano senza nessuna regola, senza nessun ideale, convivendo con i genitori esclusivamente sulla base di interessi e di problemi materiali».

«La famiglia e la Chiesa, così gravemente colpite da quello che è accaduto, devono riprendersi», prosegue il vescovo, ricordando che «questi ragazzi, poco o tanto, hanno frequentato le nostre attività parrocchiali e partecipato, almeno sporadicamente, a qualche momento formativo. Evidentemente dobbiamo fare tutti molto di più e molto meglio». «Non lasciamo da soli i giovani, perché possono diventare facile preda di una mentalità assolutamente disumana e anticristiana. Riprendiamo, o ricominciamo, il cammino educativo. Aiutiamoci reciprocamente, famiglia, società e Chiesa, a non perdere il passo con i nostri giovani, facendo loro quelle proposte alte di vita nuova – conclude – che sole costituiscono l’unico vero antidoto all’egoismo dissennato che rende gli uomini schiavi di una mentalità consumistica e quindi violenta».

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