«In ricordo di padre Augusto Savelli»

Il testo della lettera inviata dal Ministro provinciale dell'Ordine dei Frati minori, padre Ferdinando Campana dopo la morte di padre Augusto Savelli avvenuta il 27 dicembre 2016

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Non avrei mai pensato, come credo tutti voi, di dover comunicare, almeno durante il tempo del mio servizio di Ministro, il transito al cielo del nostro carissimo fratello e padre Augusto Savelli, eppure il Signore ha misteriosamente e imperscrutabilmente chiamato a sé proprio lui: il 27 dicembre 2016, alle 8.30 di sera, dopo aver compiuto il servizio di sacerdote e padre nella fede, fino all’ultimo momento della giornata, festa di S. Giovanni Evangelista, con la celebrazione dell’Eucaristia e le confessioni, le benedizioni e le parole di amore e di speranza donate abbondantemente ai fratelli e sorelle che erano ricorsi a lui, si è addormentato nel Signore.

Una chiamata improvvisa, anche se non inattesa per lui, che si era preparato a questo momento così tanto importante della vita, dati i problemi di salute che avevano colpito da qualche anno le sue corde vocali e l’apparato respiratorio. Così, il soldato del Signore, l’amico instancabile dello Sposo, il padre dal cuore immensamente grande e generoso, il confidente, l’amico, il consolatore, se n’è andato, in punta di piedi, lasciandoci sgomenti, poveri, soli, per il vuoto e la mancanza di quell’eterno bambino innamorato della sua vocazione, simpaticamente agitato per le mille cose che doveva fare, inquieto per ciò che sognava sempre di realizzare, impaziente di raggiungere case e cuori che lo attendevano, pieni di attesa e di riconoscenza.

Una chiamata improvvisa, anche se non inattesa per lui

Sì, sembra impossibile, ma è vero, P. Augusto Savelli, il frate francescano e sacerdote, rettore del Santuario Cuore Immacolato di Maria in Valdragone di S. Marino, assai noto a tanti e tanti sammarinesi ed italiani, ha lasciato improvvisamente e inaspettatamente questo mondo per raggiungere l’altro, l’eterno e definitivo, presso il Santuario che in questi ultimi anni gli aveva conquistato il cuore e la mente, il corpo e lo spirito, il sangue e le vene. Tutti coloro che lo conoscevano sanno quanto era forte la fibra e la tempra di questo sacerdote e francescano grande nella fede e nello spirito, soprattutto recentemente testimoniati, dati i sintomi di un male che lo aveva colpito proprio alla gola, lui che amava diffondere con entusiasmo la Parola e dirigere il canto e la preghiera…

Era nato a Corinaldo (AN), l’8 aprile 1945, da Sante e Anna Bonifazi, da una famiglia residente a S. Michele al Fiume del Comune di Mondavio (PU), ultimo di quattro fratelli, dopo Giuseppina, Carlo e Rita. Era una famiglia povera la sua, eppure tanto ricca di una profonda umanità e di una grande religiosità, crebbe vicino alla chiesa e alla parrocchia, voleva farsi prete, ma i suoi non potevano permettergli le spese necessarie per il Seminario. La Provvidenza volle che un frate di passaggio lo invitasse ad entrare nei Collegi Serafici dei Frati Minori delle Marche, e fu la scelta della sua vita, l’inizio della sua strada verso la consacrazione al Signore nell’Ordine di S. Francesco: a Potenza Picena, Sassoferrato e S. Severino Marche prima, a Colfano di Camporotondo, dove trascorse l’anno di Noviziato, a Matelica, Fano ed Ancona, dove si dedicò agli studi filosofici e teologici, poi, fu la conquista di un ideale che gli aveva preso tutto quello che era e che desiderava di essere: diventato Francescano il 17 settembre 1965 e Sacerdote il 23 aprile 1973.

Diventò francescano il 17 settembre 1965 e sacerdote il 23 aprile 1973

Dopo due anni trascorsi a Sassoferrato (1973-1974) come maestro del Collegio e a Fabriano (1974-1975), come assistente degli Scouts, non senza una iniziale resistenza è stato dapprima Parroco incomparabile e indimenticabile a Macerata, nella Parrocchia S. Francesco (1975-1987), dove ha profuso le sue più belle ed esuberanti energie giovanili, accompagnando tante persone ai momenti fondamentali della loro vita, quali il Battesimo, la Prima Comunione e la Cresima, il Matrimonio e i funerali, divenendo un padre ed un amico per tutti coloro che vivevano l’esperienza di una comunità che attorno a lui cresceva e si fortificava, ed aveva in lui, a nome dell’altro Lui, il punto di riferimento, la sicurezza, la forza e la speranza.

Sembra di vederlo ancora, accanto a Padre Marino e a Padre Lanfranco, a dare vita a mille iniziative nella nascente comunità: che sia il completamento della costruzione della Chiesa o della Casa parrocchiale, dopo esser vissuto, insieme ai confratelli, in un appartamento delle vicinanze; che sia l’acquisto e l’installazione del grande e bell’organo a canne o di qualche opera d’arte; che si pensi alle grandi feste parrocchiali o alla costante presenza accanto alle comunità del Cammino neocatecumenale, P. Augusto era sempre lì, pronto a donare, a servire, a suscitare iniziative, a programmare attività, a servizio della fede e della vita cristiana dei suoi fedeli ed amici. La parrocchia ha avuto in lui l’iniziatore spirituale, colui che le ha dato un’identità, una forza, uno slancio incomparabili, un’impronta di vitalità ed un senso di fraternità, di famiglia e di comunione eccezionali.

Niente era più come prima, tutto era cambiato, migliorato, accresciuto, formato: ovunque egli andava, lasciava un’impronta, un segno, un timbro particolare. Fu scelto, poi, – ancora una volta non senza tante resistenze e difficoltà all’obbedienza, ma pur sempre, alla fine, docile e vincitore anche di se stesso – come animatore delle missioni (1987- 2002) e sostegno dei missionari nel Convento S. Antonio di Potenza Picena, prodigandosi in stancabilmente per i frati missionari sparsi nel mondo, visitandoli più volte e raccogliendo per loro, per i lebbrosari e gli orfanatrofi, gli ospedali e le case di cura, offerte e regali di ogni genere. Anche lì dedicandosi senza misura e senza risparmio di energie per le varie necessità della Casa e dei fedeli, divenendo per quel luogo un impareggiabile punto di riferimento, un animatore di varie iniziative e un porto di rifugio per consolare gli afflitti e i poveri del corpo e dello spirito. In Africa o in Asia, in Argentina o negli Stati Uniti, P. Augusto ha portato ovunque ai confratelli e ai fratelli più bisognosi il suo sorriso e la sua ilarità contagiosi, il suo cuore aperto e generoso, il frutto di fatiche e di sacrifici senza numero, il dono di una carità che rallegrava il cuore e sosteneva nel lavoro e nei sacrifici.

In Africa o in Asia, in Argentina o negli Stati Uniti, padre Augusto ha portato il suo sorriso

Tanti e tanti missionari lo ricordano per essere stato capace di andare a visitare ovunque gli operai della vigna, lui, operaio e coltivatore, forte e resistente nelle retroguardie, intrepido e sognatore nelle avanguardie. Cosa era il Convento di Potenza Picena e cosa è diventato nelle sue mani! La novità del Concilio e il meglio dei Documenti dell’Ordine sono diventati realtà nel campo della missione, grazie al suo impegno e alla sua intrepida generosità. In questi anni ha svolto in tanti luoghi, con un entusiasmo contagioso e ammirevole, il ministero della predicazione e dell’annuncio della Parola del Vangelo, trascinando folle e fedeli alla devozione e alla fede.

Tanti e tanti missionari lo ricordano per essere stato capace di andare a visitare ovunque gli operai della vigna

Ha suscitato tante iniziative pastorali infondendo fiducia e coraggio, ascoltando confessioni e confidenze senza numero, distribuendo abbondantemente la parola del padre e del pastore, dell’amico e del fratello, che sostiene e non abbandona mai, restituendo a tante persone la gioia della vita, la fiducia nella prova, il sostegno nella sofferenza, il coraggio nelle difficoltà; da Potenza Picena a Corridonia, da Ostra Vetere a Colmurano, da Pollenza a Passo di Treia, da Macerata a Fano, è stato sempre e dovunque un dono del Signore, un tesoro prezioso che si sapeva donare e dedicare a tutti e a ciascuno che ricorreva al suo grande cuore di padre. Ed in questo tempo, io Ministro e lui Animatore delle missioni, abbiamo cominciato a condividere viaggi e progetti, sogni e ideali.

L’ultimo periodo della sua vita l’ha trascorso nella Repubblica di San Marino, presso il Santuario Cuore Immacolato di Maria, in Valdragone, come Direttore nazionale delle Guardie d’Onore del Cuore Immacolato di Maria (2002-2016). Quando io stesso, come Ministro Provinciale, gli chiesi di andare a prendere in mano questo servizio, dopo tutto quello che stava facendo per le missioni, la prima reazione fu di sorpresa e di fatica, come era solito fare, non per disubbidienza, ma per carattere e per quanto aveva messo del suo cuore in tutto ciò che faceva, ma nello stesso tempo di proiezione entusiastica verso un nuovo campo ed una nuova passione. E quando gli dicevo che la Madonna aveva bisogno di lui e lui di Lei, allora si arrese e si buttò di nuovo a capofitto per questa ennesima avventura, quest’impresa titanica, che sembrava irta di tante difficoltà e di prove. E ci furono, immancabilmente.

Ma lui rimase fedele, costante, anche qui impareggiabile, ammirevole, innovatore, rivoluzionario, promotore di un “terremoto spirituale”. Dal 2002 è stato l’instancabile e insuperabile rettore della Chiesa, Direttore e Padre delle migliaia di Guardie d’Onore del Cuore Immacolato di Maria sparse nel territorio sammarinese e italiano, l’Assistente della Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare, suscitatore e realizzatore di tante iniziative di fede e di preghiera: portò a termine i lavori del Santuario, restaurandolo completamente, adattò gli ambienti di vita della fraternità all’interno della stessa chiesa, pur di stare accanto alla gente che veniva a visitare e a pregare nel Santuario, sistemò il piazzale ed il parco, con l’aiuto di tanti amici e volontari che a poco a poco lo compresero nel suo amore ed entusiasmo per questa porzione di Chiesa e di popolo di Dio; fu animatore del canto e della musica e di tante iniziative di carattere spirituale e pastorale, quali la Processione au flambaux del 13 di ogni mese, la settimana della Festa del Cuore Immacolato di Maria, la celebrazione quotidiana della Messa presso il Monastero S. Chiara delle Monache Clarisse, la mostra dei presepi e delle immagini della Madonna, il restauro e la collocazione nelle due chiese del Santuario di due grandi organi ottocenteschi, provenienti dagli Stati Uniti.

Dal 2002 è stato l’instancabile e insuperabile rettore della Chiesa, Direttore e Padre delle migliaia di Guardie d’Onore del Cuore Immacolato di Maria

Con l’aiuto dei tanti amici e benefattori del Santuario, ha profuso ogni energia per dare vita ad una delle opere più significative sia del territorio della Repubblica che della Diocesi, felice di poter essere un porto sicuro di speranza per tutti coloro che si avvicinavano – ed erano sempre più numerosi – al Santuario per le confessioni e la guida spirituale, le celebrazioni e le devozioni, le confidenze del cuore, il conforto nelle lacrime, le benedizioni nella prova, la speranza nelle tante difficoltà familiari e umane che venivano affidate al suo cuore di padre. Ha diretto migliaia di persone sulle strade della fede e della fiducia in Dio, è stato un vero padre amato e ricercato per la sua inesauribile disponibilità e la sua grande umanità e spiritualità. Chi lo incontrava una volta, difficilmente poteva poi staccarsene. Tutti hanno sentito la forza del suo cuore, la resistenza del suo animo, la grandezza della sua fede, la letizia e l’apertura solare del suo carattere, la disponibilità inesauribile del suo spirito, la gioia dell’amicizia e della fraternità, la generosità instancabile e la paziente accoglienza verso tutti, l’ammirevole capacità di ascoltare, di accompagnare, dirigere e sostenere, confortare e consolare.

Dentro la nostra Provincia religiosa è stato Guardiano, oltre che Parroco, a Macerata (1975-1987), a Potenza Picena (1987-1990; 1993-2002) e S. Marino (2002-2016), Definitore (1987-1996; 1999-2008) e Vicario Provinciale (2011-2016), Una grande perdita per i frati, per il Santuario di S. Marino e per la Chiesa; anche per la terra di S. Marino, che lo ha adottato come fosse un suo figlio, come un benefattore incomparabile, un gigante dello spirito ed un realizzatore di opere eccezionali. Ora, questa terra benedetta potrà conservarne le spoglie e la memoria e ricordare la grande levatura umana e spirituale di questo uomo resistente come le nostre rocce e tenero e dolce come i nostri fiori e le nostre acque.

Padre Ferdinando Campana,

Ministro provinciale dell’ordine dei Frati minori

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