Famiglia, nozze, progetti di vita e fede. Parole importanti, con cui vogliamo iniziare questo nuovo anno, approfondendo appuntamenti e prospettive di un “tema” che costituisce una parte fondamentale del cammino sinodale della Chiesa diocesana di Macerata.

L’occasione per farlo è l’avvio, domani giovedì 12 gennaio, alle ore 21.15 presso i locali della parrocchia Santa Maria della Pietà, del corso di preparazione al sacramento del Matrimonio per le coppie delle Unità pastorali di Recanati e Montefano.

«Sono invitati non solo quelli che intendono sposarsi quest’anno, ma tutti coloro che stanno pensando seriamente al matrimonio, anche se non a breve scadenza. Ad ogni modo, è bene prepararsi per tempo, e senza aspettare gli ultimi mesi che precedono la celebrazione», spiega monsignor Pietro Spernanzoni, vicario generale della Diocesi. Che aggiunge: «Gli incontri settimanali, che si protrarranno fino al 9 aprile, vogliono essere una occasione di riflessione, confronto e approfondimento per giungere ad una decisione più consapevole».

Al corso è prevista la partecipazione di una cinquantina di coppie che, in piccoli gruppi, avranno l’opportunità «di uno scambio di esperienze e di un arricchimento reciproco, accompagnati da sacerdoti, da coppie di sposi e da alcuni esperti. Si cercheranno insieme le risorse che ogni coppia ha a disposizione per un matrimonio felice e si affronteranno le principali problematiche della vita insieme». Per domenica 19 marzo, inoltre, «è prevista anche una giornata di incontro e di dialogo con il vescovo Nazzareno Marconi».

A guidare, da anni, il percorso di accompagnamento per le «piccole Chiese domestiche» c’è poi l’Itinerario diocesano di fede per famiglie. Domenica 22 gennaio, dalle 15.30 alle 18.30, è in programma il consueto incontro presso l’Aula sinodale di Macerata, che avrà come relatori i coniugi Alessandra e Paolo Tomassoni della Casa della Tenerezza. L’avvicinarsi dell’appuntamento ci offre lo spunto per dialogare con i responsabili dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare e della vita, Laura e Gabriele Cardinali. A loro il compito di fare il punto sul cammino fin qui tracciato, con uno sguardo al futuro che attende le Up.

L’Itinerario diocesano di fede per famiglie è una realtà ormai da anni consolidata nella nostra diocesi maceratese: possiamo “fotografarla” insieme?
Il cammino delle famiglie sta cambiando lentamente. Molte delle coppie che nel corso di questi nove anni sono state coinvolte nell’Itinerario proposto dall’Ufficio diocesano di pastorale familiare, sono coinvolte nel servizio pastorale delle proprie comunità. Il passaggio si sta verificando anche a seguito di quanto indicato alla fine di ciascun triennio iniziale, quando alle famiglie stesse venne chiesto di rendere concreto il loro seguire il Vangelo, impegnandosi in differenti ambiti di servizio: dagli oratori, all’accompagnamento dei giovani nei percorsi di preparazione al matrimonio, alla catechesi di più piccoli, e così via. Con l’arrivo di don Nazzareno c’è stata la conferma degli appuntamenti in ambito diocesano. Nei mesi di ottobre, gennaio e aprile, infatti, si tengono gli incontri aperti a tutte le famiglie: la lectio del Vescovo resta il nucleo attorno a cui ruota l’incontro, che vede anche la presenza di un testimone. Restano importanti i momenti da vivere in famiglia (o per alcuni nelle parrocchie), con l’aiuto di una video-Lectio da parte del Pastore e di semplici schede predisposte da un gruppo di lavoro dell’Ufficio diocesano. Nell’anno, inoltre, ci saranno due appuntamenti da vivere come Unità pastorali: la Celebrazione eucaristica della Festa della S. Famiglia (a dicembre) e la Liturgia penitenziale (nel periodo di Quaresima).

L’impostazione del percorso rimane dunque la stessa?
Sostanzialmente la struttura non cambia: ciò che sta mutando è l’obiettivo. Si tratta, infatti, di aiutare le famiglie ad un impegno sempre più radicato nelle proprie comunità, così da permeare il territorio della testimonianza di sposi cristiani che vivono la bellezza, la gratuità e la normalità dell’essere famiglia, con tutte le fatiche, ma anche con le gioie, che le appartengono. A supporto e approfondimento del cammino di tutte le famiglie, dei fidanzati e delle persone che vivono la fatica di una relazione in crisi o ferita, vengono anche organizzate delle giornate di spiritualità. In particolare, nei momenti forti di Avvento e Quaresima si tengono gli Esercizi spirituali che vedono sempre la partecipazione di un buon numero di coppie. Resta immutata l’attenzione che un’equipe dell’Ufficio diocesano vive verso le famiglie e le coppie ferite. Nel silenzio di tante situazioni drammatiche e di tante realtà provate, alcune coppie si prendono cura di coloro che cercano conforto e aiuto. Fratelli e sorelle che trovano consolazione nel camminare non da soli.

«A supporto e approfondimento del cammino di tutte le famiglie, dei fidanzati e delle persone che vivono la fatica di una relazione in crisi o ferita, vengono anche organizzate delle giornate di spiritualità», spiegano i referenti diocesani

La preparazione al sacramento delle nozze è spesso, erroneamente, interpretata come un obbligo da ottemperare prima di pronunciare il fatidico «Sì». Eppure, il corso rivolto ai fidanzati dovrebbe assumere tutt’altro significato…
Alcune coppie, che si avvicinano alle nozze, percepiscono il percorso di preparazione proprio come un vero e proprio dovere, più che un’opportunità offerta. A noi piace pensarla come un’occasione di discernimento e di verità, come davvero poche ne hanno i giovani di oggi. Molti apprezzano, comunque, la possibilità offerta loro di un tempo dedicato alla cura della relazione e alla riscoperta del fondamento del Sacramento che celebreranno, nonché l’occasione di camminare con altre coppie con cui condividere e confrontarsi su tanti temi vicini alla vita di coppia, per riconoscere come e su che cosa fondare la vita familiare. Dice papa Francesco nell’«Amoris Laetitia», in merito ai percorsi di preparazione al matrimonio: Si tratta di una sorta di «iniziazione» al sacramento del matrimonio che fornisca loro gli elementi necessari per poterlo ricevere con le migliori disposizioni e iniziare con una certa solidità la vita familiare. La richiesta di celebrare il matrimonio in Chiesa, pur avendo visto una flessione negli ultimi anni, resta una bella occasione d’incontro delle coppie che si apprestano alle nozze. Un problema può essere individuato nel momento in cui le coppie rivolgono la richiesta. Spesso le coppie chiedono di partecipare proprio a ridosso della data del matrimonio e questo limita un po’ il coinvolgimento per ragioni di tempo e di occupazioni. Si consiglia, quindi, di partecipare con un buon anticipo, almeno un anno prima. Il percorso assume allora un significato intenso e profondo. Diventa forte la sua incisività nella rielaborazione del progetto di coppia e famiglia che i ragazzi stanno mettendo a punto. A tale proposito si sta portando avanti una riflessione sulla formazione remota dei fidanzati: qualcosa che suona come un bel periodo in cui accompagnare i ragazzi «così che non vedano lo sposarsi come il termine di un cammino, ma che assumano il matrimonio come una vocazione che li lancia in avanti, con la ferma e realistica decisione di attraversare insieme tutte le prove e i momenti difficili» (A.L. 211).

«ALCUNE COPPIE, CHE SI AVVICINANO ALLE NOZZE, PERCEPISCONO IL PERCORSO DI PREPARAZIONE PROPRIO COME UN VERO E PROPRIO DOVERE, PIÙ CHE UN’OPPORTUNITÀ OFFERTA. A NOI PIACE PENSARLA COME UN’OCCASIONE DI DISCERNIMENTO E DI VERITÀ, COME DAVVERO POCHE NE HANNO I GIOVANI DI OGGI», AFFERMANO

Nella nostra realtà diocesana alcune esperienze a “lunga scadenza” si sono avviate e stanno aiutando le giovani coppie di fidanzati a far maturare il loro amore con un accompagnamento ricco di vicinanza e di testimonianza. Molto oculatamente, altre realtà consigliano già dal volantino di pensare alla frequenza almeno un anno prima. Comunque, nel contesto della preparazione alla celebrazione del matrimonio cristiano, in Diocesi sono partiti (o lo stanno per fare) undici gruppi, distribuiti sul territorio. Purtroppo le strutture parrocchiali sono molto ridotte a causa del terremoto e alcuni percorsi sono ancora fermi alla fase progettuale.

Riferendoci infine di nuovo all’«Amoris Laetitia», come la Pastorale familiare sta recependo e applicando l’esortazione postsinodale di papa Francesco?
Premesso che recepire l’«Amoris Laetitia» richiederà sicuramente tempi lunghi, possiamo però affermare che quanto si sta facendo in Diocesi, come Ufficio diocesano, come realtà locali, come movimenti e associazioni è davvero molto. Sin dall’uscita dell’esortazione ci si è mossi per far conoscere le pagine del documento nelle parrocchie, tra i sacerdoti e religiosi, nelle famiglie e in ciascun ambito di lavoro pastorale e non solo. Sono stati organizzate alcune presentazioni, dei laboratori di lettura e confronto, delle esperienze di riflessione come la settimana estiva delle famiglie. Di fatto, anche l’itinerario delle famiglie quest’anno sta proseguendo la traiettoria tracciata dal capitolo 4 di A.L. nel cercare sempre più di far crescere le coppie nella consapevolezza di quanto hanno celebrato e stanno vivendo. L’«Amoris Laetitia» non è un insieme di indicazioni che cade dall’alto sulle famiglie, ma una raccolta di tante suggestioni e consigli che il Santo Padre ha accolto attraverso le due consultazioni sinodali e i Questionari redatti in ogni parte del mondo da gente comune, uffici diocesani, associazioni e movimenti. Quello che ci chiede è di assumere un nuovo sguardo sulla famiglia e sul suo mondo. In realtà è uno sguardo realistico, consapevole del mondo di oggi, delle fatiche e delle gioie che comporta il vivere insieme e di come le relazioni familiari siano cambiate nel corso di questi ultimi decenni, anche a causa di mutamenti sociali radicali.

«Recepire l’«Amoris Laetitia» richiederà sicuramente tempi lunghi, possiamo però affermare che quanto si sta facendo in Diocesi, come Ufficio diocesano, come realtà locali, come movimenti e associazioni è davvero molto», spiegano Laura e Gabriele Cardinali

I vari ambiti pastorali stanno prendendo confidenza con l’esortazione, tanto da farne riferimento per le varie azioni di catechesi, di formazione, di condivisione. Negli otto capitoli infatti ci sono riferimenti ad ogni periodo della vita familiare e questo rende l’A. L. alla portata di tutti. Non un documento da lasciare sulla scrivania, ma da leggere e meditare sempre, ogni giorno, per crescere nella visione misericordiosa della famiglia che papa Francesco tanto raccomanda. Molto interessante la proposta di una zona pastorale che regalerà una copia dell’esortazione alle coppie di fidanzati che si preparano alla celebrazione del matrimonio. La stessa sarà utilizzata nei vari incontri del percorso.

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