Ci siamo. Scatta oggi, 7 gennaio, la “maratona” social per appoggiare la candidatura di Recanati a Capitale italiana della Cultura 2018. «Se credi nella forza della cultura come driver dello sviluppo economico e sociale in Italia aderisci alla campagna Thunderclap», recita lo slogan che campeggia nei vari profili istituzionali legati alla Città della poesia e del bel canto.

L’Amministrazione comunale ha già veicolato l’iniziativa (leggi Qui il servizio), spiegando le modalità per esprimere il proprio consenso… con un semplice clic. In prima linea nel promuovere il valore del Comune che sta guidando nel suo secondo mandato, ovviamente, anche il sindaco Francesco Fiordomo, che nel suo profilo social si fa interprete delle tante risorse di cui Recanati può farsi forte, specialmente dopo la visibilità regalata dal film di Mario Martone, «Il Giovane favoloso», dedicato a Giacomo Leopardi, e le iniziative cittadine messe in campo negli ultimi anni per favorire un giusto volano turistico all’Ermo Colle.

Ma a caldeggiare il nome di Recanati nella corsa al prestigioso titolo è anche una personalità di spicco, punto di indiscutibile riferimento per la Chiesa e la vita culturale del nostro Paese. Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e fervido autore di scritti eccellenti, il cardinale Gianfranco Ravasi si è favorevolmente espresso per la designazione recanatese, a cui esprime il proprio «caloroso sostegno».

Le dichiarazioni firmate dal cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura

Come si legge in una missiva indirizzata al Primo cittadino, infatti, il porporato parla di «motivazioni più che evidenti e condivisibili» per questo «microcosmo» che racchiude in sè ben più di una ricchezza, sotto il profilo artistico, religioso e civile. In particolare, sottolinea Ravasi, va incoraggiata «la doppia prospettiva suggerita dall’opera del grande poeta, lo sguardo alle piccole realtà quotidiane e la visione dell’infinito», che «si presenta come un eccezionale punto di vista per ammirare e apprezzare le straordinarie caratteristiche del territorio marchigiano in tutti i suoi molteplici aspetti».

A quello che rappresenta un «unicum nel panorama europeo e mondiale» va dunque il «plauso» da parte del cardinale, con l’auspicio che la candidatura per l’anno che verrà «possa essere efficace per far conoscere e apprezzare uno dei tanti gioielli della provincia italiana, non sempre adeguatamente apprezzata».

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