Francesco chiama, il Centro Italia risponde. Cresce l’attesa per l’Udienza in programma per domani, 5 gennaio, in Vaticano in cui il Santo Padre incontrerà le popolazioni duramente colpite dal terremoto del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre (leggi Qui il servizio del Sir). Anche le Marche saranno ovviamente presenti, manifestando a papa Bergoglio un “grazie” del tutto speciale per questa opportunità e rinnovando la speranza che anima questa terra di ricostruire, al più presto, una quotidianità fatta di tradizioni, lavoro e valori.

«L’invito che papa Francesco ha rivolto alle popolazioni terremotate rappresenta un atto di generosità: ci è vicino e lo sentiamo». Si esprime così monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, a poche ore dalla partenza. La sua diocesi è la più colpita dal sisma “bianco”, e sono sei i pullman, con oltre 300 persone, diretti a Roma per l’udienza pontificia.

«Il Santo Padre – aggiunge Brugnaro – ben conosce la nostra drammatica realtà con i 13mila sfollati che ora si trovano a soggiornare al mare e lontano dalle loro case, dai loro beni più cari, ormai perduti. Da questa esperienza torneremo sicuramente rincuorati nella fede e nella speranza, grazie alla presenza di questo Pontefice che ci riempie di conforto, capace di rianimare comunità e cuori, alla luce di un sisma che ha messo a nudo non solo problemi abitativi, ma anche stress psicologici, relazioni umane, paure e disadattamenti. La ricostruzione poggerà basi sicure anche su questo evento».

(foto Andreas Solaro/AFP)

Da Tolentino, invece, sono oltre 250 le persone che, organizzate in cinque pullman, hanno accolto l’invito di papa Francesco a partecipare all’udienza in Aula Paolo VI. I terremotati e gli sfollati di una delle zone più interessate dalle scosse nell’entroterra marchigiano, infatti, hanno subito apprezzato questo «gesto di premura», racconta monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, vicino, sin dalla fine dell’estate a quanti nella sua Chiesa locale si sono trovati ad affrontare situazioni di disagio e difficoltà.

Il vescovo Marconi a Tolentino

«Sappiamo che verranno pronunciati discorsi ufficiali, ma in maniera spontanea – prosegue – la gente ha deciso di prender parte a questa iniziativa, divulgata in modo molto semplice, per mostrare sincera gratitudine al Santo Padre che con questa proposta che cade alla vigilia dell’Epifania ha prestato attenzione alla nostra terra ferita».

Oltre al vescovo Marconi saranno presenti anche tre sacerdoti, «perchè la loro vicinanza alle persone ancora disorientate dal dramma è importante, specialmente in questo tempo di festività».

Tra loro, a Roma, ci sarà anche don Andrea Leonesi al quale, nell’ambito della riorganizzazione della Curia diocesana dettata dalle emergenze create dalle scosse e ufficialmente annunciata in occasione del Natale, è stato affidato il delicato incarico di pro vicario, con deleghe specifiche al terremoto.

Come noto, anche la realtà ecclesiale e civile della diocesi di Fabriano-Matelica ha dovuto fare pesantemente i conti con i danni generati dalle devastanti scosse e le parrocchie si sono organizzate con un pullman e mezzo per permettere ad oltre 70 persone di prendere parte alla giornata che sarà aperta, alle 11, dalla Croce della Giornata mondiale della Gioventù, portata a spalla da alcuni giovani terremotati. Il vescovo Stefano Russo, alla vigilia della partenza, nutre attese importanti.

«In un tempo in cui il sisma ha inciso profondamente ed emotivamente sulle persone – spiega al Sir –, questo segno rispecchia profondamente il nostro desiderio di sentirci ascoltati ed abbracciati. Dal Santo Padre ci aspettiamo parole rassicuranti, non la soluzione ai nostri problemi». Per il presule, inoltre, questo appuntamento costituisce «l’occasione, come cristiani, di essere ricondotti ad una dimensione più vera e giusta nell’affronto dell’emergenza di questi mesi. Non serve scoraggiarci, ma abbiamo bisogno di figure paterne che ci sostengono e ci incoraggiano. Come sta facendo papa Bergoglio, appunto».

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