Il 2016 si è chiuso con meno pessimismo, ma in corner

Secondo l’Istat la crescita della fiducia dei consumatori e l’aumento degli ordini alle fabbriche permette di dire che in Italia «si consolidano i segnali positivi» per l'economia

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Istat: si consolidano i segnali qualche ripresa. Migliorano la fiducia dei consumatori e gli ordini del manifatturiero.

Si consolidano i segnali di qualche ripresa. L’Istat chiude l’anno con una,  pur piccola, iniezione di ottimismo. Secondo l’Istituto, infatti, la crescita della fiducia dei consumatori e l’aumento degli ordini alle fabbriche permette di dire che in Italia «si consolidano i segnali positivi» per l’economia. L’ultima nota mensile del 2016 segnala come l’indicatore anticipatore sia tornato positivo «delineando il proseguimento dell’attuale fase espansiva». Oltre agli indicatori su industria e consumi, l’Istat evidenzia che «la maggiore propensione alla ricerca di un lavoro è confermata dall’aumento delle persone che in un anno sono transitate dallo stato di inattività verso quello di disoccupazione».  Anche il numero degli scoraggiati ha segnato una riduzione.

A dicembre le attese formulate dagli imprenditori sulle tendenze dell’occupazione, segnalano un miglioramento nell’industria manifatturiera e una diminuzione nei servizi, nel commercio e nelle costruzioni. Sul fronte internazionale, l’Istat segnala la crescita Usa che «prosegue a ritmi sostenuti». La nuova stima del Prodotto Interno Lordo relativa al terzo trimestre 2016 ha rivisto al rialzo la variazione congiunturale: più 3,5%, rispetto al più 3,2% della stima precedente. Mentre nell’area euro l’incremento dei ritmi produttivi  prosegue su toni moderati.

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