Un assetto in linea con le prospettive dettate dalla Conferenza episcopale italiana, con il riordino della struttura principalmente «per favorire il cammino sinodale delle Unità pastorali» a partire da una constatazione dichiarata con gratitudine e affetto sincero verso i suoi collaboratori: «C’è stima e fiducia in tutti».

In questo terzo Natale da Vescovo, monsignor Nazzareno Marconi ha colto il giorno della Vigilia, durante il tradizionale scambio degli auguri, come occasione opportuna per annunciare le novità che riguardano la riorganizzazione della Curia diocesana di Macerata. Una riforma, che non equivale a rivoluzione dettata in primo luogo dalle emergenze che il terremoto ha generato in tutto il nostro territorio, quale «evento determinante di questi mesi, che ci impone inevitabilmente di rapportarci con enti e istituzioni in modo organico», e che interesserà i vari interventi di ricostruzione per i prossimi tre anni.

Un progetto, «che parte da un piano, in cui le persone sono al primo posto, perchè l’uomo conta più delle strutture», orientato secondo il metodo dei Gesuiti, ossia «gestire le informazioni, verificarle e farle circolare». Un “esperimento” – varato dopo ampio confronto con il Collegio dei Consultori – che, come sottolineato con chiarezza da parte di don Nazzareno, intende cambiare in meglio lo stile di lavoro «in sincronia e sintonia» attraverso la «fondamentale raccolta dei dati» necessari per l’attività pastorale della Diocesi secondo due termini-chiave di riferimento: «Sussidarietà e integrazione».

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Preceduto dal consueto saluto di ringraziamento di monsignor Pietro Spernanzoni che, sulla scia del discorso che papa Francesco ha rivolto alla Curia romana, nel santuario della Mater Misericordiae ha spiegato «i dodici criteri in cui questo cambiamento verrà attuato in questo momento così delicato per la nostra Chiesa», recitando la preghiera del monaco Matta el Meskin al cospetto della Vergine del Manto, patrona della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, il Pastore ha illustrato i termini del rinnovamento, senza mancare di ricordare ai dipendenti e a quanti prestano servizio nei vari Uffici diocesani che garantiscono il funzionamento della vita pastorale che «in Cei, a vari livelli, a partire dalla segreteria generale fino alla Caritas, dall’ambito dell’edilizia di culto alla comunicazione, la gente maceratese, seria e onesta, gode di un buon nome: non è il vescovo che parla bene del lavoro che svolgete, ma sono gli altri ad apprezzare ciò che fate».

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Quindi, la lettura della nota ufficiale, diffuso poi a mezzo stampa, in cui si delinea «l’intento di un’operazione che, se consolidata con la collaborazione di tutti quanti, può portare frutti condividendo responsabilità e informazioni, tramite punti di riferimento precisi, religiosi e non, che rappresentano per il Vescovo i presupposti di quella circolarità che, auguriamocelo, possa diventare sempre più virtuosa».

Il vescovo Nazzareno spiega ai collaboratori e ai responsabili degli Uffici pastorali il riassetto della Curia diocesana
Il vescovo Nazzareno spiega ai collaboratori e ai responsabili degli Uffici pastorali il riassetto della Curia diocesana

«La struttura diocesana viene aggiornata in ottica più sinodale, secondo le indicazioni del Concilio e del nostro Sinodo Diocesano e quelle dei più recenti documenti del Santo Padre», si legge nel testo. Come già accennato, «l’obiettivo primario della riforma è di favorire un cammino unitario dell’intera diocesi, evitare la conduzione verticistica degli incarichi, per privilegiare la logica della condivisione delle responsabilità e quella del coordinamento promuovendo significativamente la collaborazione dei laici». Di seguito, i passaggi più significativi su cui si imposta il programma triennale. «La consultazione riservata svolta dal Vescovo tra i parroci, sulla nomina di un nuovo Vicario generale, ha dato come chiara indicazione il rinnovo della fiducia in monsignor Pietro Spernanzoni», come è stato comunicato. Sarà affiancato «per un periodo indicativo di un triennio ad nutum episcopi, da un Pro Vicario».

All’incarico è stato designato don Andrea Leonesi con deleghe al Terremoto e Coordinamento della Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali.

cattedralemacerataInoltre, «vicario giudiziale viene confermato don Gianluca Merlini col compito di coordinamento di: Cancelleria vescovile, Tribunale diocesano, Segreteria generale, Archivio, Economato, Amministrazione, Rapporti con gli Enti».

Poi, la messa a fuoco dei passi raggiunti nel percorso tracciato finora: «La suddivisione della Diocesi in Vicarie è ormai di fatto superata da quella in Unità Pastorali. Per questo vengono aboliti i Vicari di zona e le Vicarie, mentre il lavoro si struttura promuovendo ulteriormente le Unità Pastorali e favorendo la collaborazione tra UP vicine».

Si istituisce inoltre «un Coordinatore Diocesano di tutte le UP. L’incarico è assegnato a don Franco Pranzetti, che coordinerà il lavoro del Consiglio Presbiterale diocesano e il sistema diocesano di informazione ed i media diocesani». “Per una più chiara collaborazione laicale alla programmazione pastorale, verrà rinnovato nella formazione e nella funzione il Consiglio Pastorale.

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Sarà «rinnovato anche il Consiglio presbiterale e i tre Centri Pastorali, Coordinati dal Coordinatore della Pastorale, che agisce in sintonia col Vescovo, cureranno la programmazione diocesana annuale, la formazione permanente di clero e laici, l’elaborazione di sussidi e progetti diocesani per l’Evangelizzazione, la Liturgia e la Carità».

L’incarico «è confermato a don Egidio Tittarelli che coordinerà i tre centri pastorali (liturgia, catechesi, carità) in particolare per la formazione del laicato (Iniziative diocesane e Scuola di Teologia) e la Formazione Permanente del Clero (Diaconato Permanente – Incontri formativi mensili del clero); il lavoro del Consiglio Pastorale Diocesano».

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Oltre a ciò, è stato confermato che subirà modifiche «anche il nuovo Collegio dei Consultori, che si formerà così in conseguenza del nuovo assetto Diocesano con: il Vicario Generale, il Pro Vicario, il Vicario Giudiziale (Segretario del Collegio), il Coordinatore della Pastorale, il Coordinatore delle Unità Pastorali. Il Vescovo potrà aggiungere fino ad altri due presbiteri di sua fiducia».

Sarà «rinnovato anche il Consiglio presbiterale e i tre Centri Pastorali, Coordinati dal Coordinatore della Pastorale, che agisce in sintonia col Vescovo, cureranno la programmazione diocesana annuale, la formazione permanente di clero e laici, l’elaborazione di sussidi e progetti diocesani per l’Evangelizzazione, la Liturgia e la Carità»

Un cenno importante anche all’aspetto contabile: «La gestione dell’economia, in una logica di ulteriore razionalizzazione e trasparenza si attuerà a ogni livello amministrativo, secondo il principio del bilancio preventivo e consuntivo, da presentare al Vescovo che insieme con l’Economo e le sue strutture consultive valuta, consiglia ed approva».

Per la comunità diocesana si aprono dunque «prospettive incoraggianti». Con questi termini monsignor Marconi, sguardo benevolo e umiltà fatta persona, ha augurato alla sua “squadra” delle festività per quanto possibile serene, con l’esortazione «a camminare uniti guardando avanti, e insieme».

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