«Queste feste di Natale hanno per la nostra Diocesi un carattere particolare: alcune famiglie vivono in situazioni di fortuna, cacciate fuori casa dalla violenza del terremoto. In varie strutture ospitiamo persone colpite dal sisma, molti celebrano la Santa Messa in condizioni provvisorie. Qualche parrocchia rimasta intatta ospita le celebrazioni delle parrocchie vicine più danneggiate. Tutti più o meno siamo toccati da questa situazione».

Le parole che monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, ha affidato ai lettori attraverso le pagine mensili di Emmaus pubblicate su Avvenire ben “inquadrano” il clima di disagio, di prova, ma anche di accoglienza e di generosità che la Diocesi sta sperimentando in questo tempo ormai prossimo al Natale.
Proprio a proposito delle chiese lesionate dagli eventi sismici a partire dalle prime scosse del 24 agosto, i numeri parlano da soli. Nel complesso, infatti, su 188 risultano 150 gli edifici di culto che hanno subito danni: alcune strutture si sono rivelate fin da subito inagibili, mentre per altre si è rese necessaria la temporanea chiusura in via precauzionali ai fini della sicurezza collettiva e dei fedeli in particolare.

La basilica dedicata alla Mater Misericordiae, patrona della Diocesi
La basilica dedicata alla Mater Misericordiae, patrona della Diocesi

Intanto, è notizia certa che per le imminenti festività natalizie, salvo imprevisti e al netto di tutte e le necessarie cautele, verranno riaperte le chiese di diverse Vicarie.

Nello specifico, a Macerata, nell’Unità Pastorale del Centro Storico – Sacro Cuore con la Cattedrale di San Giuliano seriamente compromessa, in particolare nella volta, i fedeli potranno partecipare alle Sante Messe natalizie, festive e feriali nelle chiese del Sacro Cuore e nel santuario della Madonna della Misericordia.

1-img_2618Un’altra “buona notizia” arriva dalla chiesa della Ss.ma Annunziata dell’Abbazia di Fiastra. Qui monsignor Marconi il 24 dicembre a mezzanotte celebrerà la Santa Messa della Notte di Natale, mentre la Celebrazione eucaristica del Giorno di Natale verrà presieduta a Tolentino, presso la chiesa dello Spirito Santo, alle ore 10.30.

Nello stesso Comune, tra i più devastati dal fenomeno naturale che ha sconvolto le Marche e l’Alto Maceratese, sarà riaperta la chiesa del Sacro Cuore in zona Bura. Porte aperte per celebrare la festa anche nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Urbisaglia, in quella di San Donato a Montefano e a Santa Maria in Selva, a Treia.

In questi mesi la Curia, con monsignor Marconi costantemente in prima linea nel gestire l’emergenza degli sfollati e delle chiese chiuse, si è immediatamente mobilitata, istituendo un apposito Ufficio diocesano di coordinamento del sisma, coordinato dal Vescovo stesso, aiutato da monsignor Pietro Spernanzoni. A farne parte, oltre a don Gianluca Merlini, segretario generale della Diocesi, a don Jacopo Foglia, direttore dell’Ufficio diocesano dei Beni culturali, sono inoltre: l’architetto Giacomo Alimenti in qualità di segretario dell’Ufficio, gli ingegneri Gianfranco Ruffini e Francesco Losego, il geometra Osvaldo Calzolaio, il consulente fiscale Giampaolo Nerpiti, l’avvocato Simone Longhi e il consulente Gianclaudio Bianchini. Al pool di esperti il compito di verificare l’entità delle lesioni, rapportandosi con enti e istituzioni atti a gestire il dopo-terremoto, per garantire al più presto un piano di salvaguardia e recupero degli innumerevoli “tesori” artistici presenti in tutto il territorio maceratese.

Inoltre, è stata avanzata la richiesta alla Protezione Civile per i container o le tensostrutture a servizio di varie comunità parrocchiali. In questi giorni, sta avvenando la consegna per: la Concattedrale di San Catervo e per la chiesa di San Francesco, in viale Buozzi, a Tolentino, per la struttura di San Donato a Colmurano e per quella dedicata ai Santi Vito e Patrizio a Chiesanuova di Treia.

La chiesa delle Vergini, a Macerata: il sisma ne ha gravemente danneggiato la struttura
La chiesa delle Vergini, a Macerata: il sisma ne ha gravemente danneggiato la struttura
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