Terremoto: l’agricoltura cerca la ripartenza grazie a CìSEI e Coldiretti

Questi i numeri dell'emergenza: 122 Comuni con danni, 296 zone rosse, 53 municipi inagibili, 945 aziende inagibili, 252 stalle inagibili, 85 scuole inagibili, 1 ospedale inagibile ed 1 parzialmente inagibile, 3mila beni culturali da verificare, 25.012 persone assistite

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Ciò che è accaduto da agosto ad ottobre è stato un evento eccezionale: 122 Comuni con danni, 296 zone rosse, 53 municipi inagibili, 945 aziende inagibili, 252 stalle inagibili, 85 scuole inagibili, 1 ospedale inagibile ed 1 parzialmente inagibile, 3mila beni culturali da verificare, 25.012 persone assistite. Oltre ai danni diretti causati dal sisma ad abitazioni e stalle si aggiungono quelli provocati dall’abbandono forzato di interi paesi dove è crollato del 90% il mercato per le produzioni della terra e gli agricoltori e gli allevatori sono costretti a cercare canali alternativi per poter vendere i prodotti salvati dalle macerie, come ha affermato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo: «Il crollo delle vendite ha colpito maggiormente i formaggi, dal pecorino alle caciotte, anche in ragione del fatto che nelle zone colpite dal sisma è prevalente l’attività di allevamento. L’abbandono forzato delle popolazioni, trasferite sulla costa, e la fuga dei turisti hanno fatto venir meno la clientela, mettendo in grave difficoltà le aziende che, oltre a non vendere, devono comunque mungere tutti i giorni con la necessità di trasformare il latte o cederlo a qualche caseificio, peraltro in una situazione in cui la maggior parte delle strutture di questo tipo sono inagibili.

In difficoltà anche il settore dei salumi – ha aggiunto Moncalvo, a partire da quelli pregiati a Denominazione di origine, dove al blocco delle vendite si è accompagnato quello della produzione a causa dell’inagibilità dei laboratori che si trovano nelle zone del cratere. Ma l’assenza di acquirenti sta interessando un po’ tutte le produzioni, compresi farro, lenticchie e altri legumi».

fattorie_ciseiInfatti il terremoto ha colpito un territorio con una forte vocazione agricola in cui si contano 3mila aziende a rischio con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali. A livello locale l’associazione Cisei ha attivato una raccolta fondi per sostenere le mense a kilometro zero, come ha affermato il presidente Stefano Della Ceca: «Come Centro CiSEI, insieme ad alcuni Gas locali, associazioni, privati cittadini e chiunque altro voglia unirsi a noi in qualsiasi momento, vogliamo raccogliere più fondi possibili per sostenere le mense ancora aperte nei Comuni dove gli sfollati trovano riparo durante i pasti. Le temperature si abbassano ogni giorno di più e dove le mense sono ancora aperte queste sono un riparo importante e un’occasione per riprendere le forze. Ci è giunta richiesta da più parti, in particolare di frutta e verdura fresca.

A partire da questo vogliamo quindi invitarvi a sostenere questa raccolta fondi – ha sottolineato Della Ceca -, come CiSEI ci impegniamo a promuovere e gestire la raccolta che sarà effettuata inviando tramite Iban un libero contributo oppure il frutto di eventi, feste, offerte, aste, vendite di beneficienza (spazio alla fantasia!). Possono aderire anche le scuole, enti pubblici, gli stessi ristoratori o negozianti, imprenditori dell’industria, dell’artigianato o dell’agricoltura che possono devolvere una percentuale di un incasso o di un’attività per questa raccolta fondi, con cui andremo ad acquistare ad un prezzo equo e solidale frutta e verdura da aziende agricole biologiche locali».

Inoltre, l’Associazione sostiene anche il progetto “Contadini per un giorno”, che promuove le fattorie didattiche affinché gli insegnanti rivolgano sempre di più la loro attenzione al lavoro delle aziende agricole del territorio: «Per continuare Il nostro progetto abbiamo bisogno di amici che credano nell’importanza della didattica in fattoria. Per questo vi invitiamo a sostenere le azioni che verranno intraprese per le Fattorie e per il loro rilancio. I contributi che riceveremo con questa causale saranno integralmente destinati alle Fattori Didattiche e alla promozione delle loro attività (ad esempio al pagamento dell’autobus per portare i bambini in fattoria)».

Quindi, chiunque voglia sostenere i progetti può effettuare un versamento entro il 31 dicembre all’Associazione CiSEI presso la Banca Popolare di Ancona Spa – filiale di Pollenza mettendo come casuale uno dei due progetti: Emergenza Sisma per le Mense sfollati; oppure Emergenza sisma per le Fattorie Didattice iban: IT 88 P 05308 69100 000000001865, specificando tramite una mail a posta@cisei.info il cognome, la data e la cifra del versamento.

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