Con Giulio Michelini la diocesi riflette sulla Carità, dono di Dio

0
520
(foto FrontieraRieti.com)

Proseguono gli incontri mensili dedicati alla formazione degli operatori di pastorale e organizzati dalla Diocesi di Macerata nell’ambito del tema per quest’anno: la carità. Il terzo incontro tenutosi ieri sera, mercoledì 14 dicembre, alla Domus San Giuliano ha visto come relatore padre Giulio Michelini, ofm e biblista della diocesi di Perugia. Dopo la preghiera iniziale la lettura del noto brano evangelico conosciuto come “il buon samaritano” ha dato l’impronta all’incontro di ascolto e riflessione comunitaria che aveva come tema specifico “la Carità, dono di Dio”.

La relazione del frate si inserisce dopo l’incontro con il professor Diotallevi, incentrato sul “come” attuare la carità nella società di oggi, e quello proposto da monsignor Bressan che ha spronato il popolo di Dio a stare nella storia ma cambiati, pronti a testimoniare il Vangelo. Il tema sviluppato da Michelini riprende gli argomenti proposti secondo capitolo del libro del sinodo diocesano.

Monsignor Nazzareno Marconi ha introdotto l’intervento di padre Giulio, ricordandolo come suo allievo prima e successivamente collega nella cattedra di sacra scrittura nel seminario di Assisi. «C’è una speciale carità anche nella comunicazione della Parola di Dio» ha detto il frate prendendo la parola sviluppando due premesse prima di analizzare attentamente il contesto del brano di Luca: la chiesa riconosce l’esigenza del cristiano ad ascoltare il grido dei poveri, e l’uomo è capace di vivere la carità perché è stato per primo oggetto di carità.

Diversi sono gli spunti che il relatore ha offerto nel rileggere la parabola, mettendo l’accento anche sugli incontri e le relazioni contenuti in essa. All’inizio del brano fa notare che Gesù messo alla prova da un dottore della legge ci insegna cosa fare di fronte a un potenziale avversario: «Dal contesto possiamo dire che abbiamo a che fare con una “sfida intellettuale”; Gesù che è un rabbi è pronto a queste sfide, lui però prima di vedere nell’interlocutore un nemico dà spazio al dialogo pronunciando la domanda “come leggi?”, e concludendo con “hai risposto bene”: tutto questo trasforma una sfida ostile in un dialogo. Se sull’amare Dio si era d’accordo, la domanda sul prossimo era all’epoca di Gesù molto attuale. Gesù spesso non risponde né con si né con un no, dandoci una grande libertà perché in fondo alla domanda se lui è il messia può si rispondere solo in modo personale e tramite la propria fede».

Per capire chi sia il prossimo, padre Giulio propone un cambio di prospettiva: «immedesimarsi nel buon samaritano sarebbe un messaggio semplice e anche un po’ moralistico; la domanda di Gesù La parabola non punta all’esemplarità del samaritano, ma mostra l’episodio con gli occhi di colui che è incappato nel nemico. Nella situazione in cui si trova chi è incappato nei briganti non fa distinzione se ad aiutarlo è una persona con la quale condivide la nazionalità, ma ha il solo desiderio che chi passa lo consideri il suo prossimo».

Infine Michelini propone il paragone tra il brano e il modo di comunicare di papa Francesco che utilizza spesso il linguaggio delle parabole, piuttosto che dare scalette o dettami: «Nella comunicazione non c’è solamente il contenuto, ma all’interno c’è spazio per la relazione. Nella parabola un possibile scontro si è risolto in una ricerca comune della verità, come un po’ è avvenuto nell’intervista concessa a Eugenio Scalfari da papa Francesco».

La serata è stata trasmessa in diretta streaming dal sito della Diocesi e sui canali televisivi di èTv Macerata, mentre il prossimo mercoledì 21 dicembre sarà trasmesso in modo integrale sulle frequenze di radio Nuova Macerata.

Il prossimo incontro si terrà mercoledì 25 gennaio 2017 e sarà curato da don Paolo Asolan, esperto in pastoralità della diocesi di Teviso.

Guarda il video integrale:

Print Friendly

Comments

comments