Il Governo Gentiloni ha giurato: «Un esecutivo nel segno della continuità»

Dodici su diciotto le conferme tra i Ministri: la principale novità è lo spostamento di Angelino Alfano dall'Interno alla Farnesina

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Il nuovo presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e i Ministri hanno giurato ieri, 12 dicembre, nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, pronunciando la formula di rito nel salone delle feste. In mattinata avverrà la presentazione in Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, per la fiducia che sarà votata entro mercoledì per consentire al neopremier di rappresentare l’Italia al Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles.

Dodici le conferme rispetto al precedente Governo guidato da Matteo Renzi, dimessosi l’indomani dell’esito referendario sulla riforma costituzionale (leggi qui l’articolo), del quale, tuttavia, lo stesso ex Ministro degli Esteri Gentiloni ha sottolineato la “continuità”. La principale novità è rappresentata proprio dal passaggio di Angelino Alfano dal Viminale alla Farnesina, mentre il nuovo ministro dell’Interno è Marco Minniti. Torna ministro Anna Finocchiaro, già presidente dei senatori del Pd, ai Rapporti con il Parlamento; mentre a Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato del Pd, va la responsabilità dell’Istruzione al posto di Stefania Giannini che lascia il Governo. A Claudio de Vincenti, finora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, va il nuovo ministero per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno; Luca Lotti passa da sottosegretario alla presidenza con delega all’Editoria a ministro dello Sport.

Questi, invece, i nomi dei Ministri confermati: Padoan all’Economia, Orlando alla Giustizia, Pinotti alla Difesa, Calenda allo Sviluppo Economico, Delrio alle Infrastrutture, Poletti al Lavoro, Lorenzin alla Salute, Franceschini ai Beni culturali, Martina alle Politiche Agricole, Galletti all’Ambiente, Madia alla Pubblica Amministrazione, Costa alle Regioni.

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