I Concerti di «Appassionata» tornano al Teatro Lauro Rossi di Macerata, domani, martedì 13 dicembre, alle 21 con il recital di Pavel Kolesnikov, astro nascente del pianismo internazionale vincitore del Premio Honens nel 2012.

Nato a Novosibirsk, in Siberia, nel 1989, Kolesnikov è musicista dal talento precoce, definito dal Guardian un «poeta della tastiera». È stato allievo di Sergey Dorensky al Conservatorio di Mosca, di Norma Fisher al Royal College of Music e di Maria João Pires, sua mentore alla Queen Elisabeth Music Chapel, e al fianco della quale ha suonato a Montreal lo scorso marzo. Dopo essersi aggiudicato uno dei concorsi pianistici più ambiti, la Honens International Piano Competition di Calgary, il giovane artista si è esibito alla Carnegie Hall, alla Konzerthaus di Berlino, alla Vancouver Royal Society e alla Chamberfest di Ottawa in Canada e ha suonato con la National Philharmonic di Russia, la London Philharmonic, l’Orquestra Sinfônica Brasileira e la Toronto Symphony Orchestra, fra le altre.
Il suo debutto alla Wigmore Hall nel 2014 è stato salutato dal «Telegraph» con una recensione a cinque stelle e il suo recital come una delle occasioni da inscrivere negli annali di Londra. Nello stesso anno, Kolesnikov è stato nominato dalla BBC Radio 3 «New Generation Artist» per il periodo 2014-2016.

Nel concerto in programma a Macerata – realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi -, il talentoso pianista russo affronta un programma che traccia idealmente il percorso di costruzione dell’identità del pianoforte quale strumento principe del Romanticismo in musica. Di Louis Couperin due esempi di Allemande, una Chaconne e il Tombeau de Monsieur de Blancrocher, estratti dal Manoscritto Bauyn, una delle principali fonti della musica francese per clavicembalo del XVII secolo; di Beethoven la Sonata n.10 in sol maggiore op. 14 n.2, che lo stesso compositore di Bonn considerava fra le più significative della sua produzione; di Chopin lo Scherzo n.4 op.54 un capolavoro ricco di fascino e caratterizzato da una raffinatissima ricerca timbrica; infine, di Debussy dodici dei Preludi (libro primo), brani che possono essere considerati la summa dell’arte pianistica del compositore francese.

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