Il 25 novembre è tutti i giorni, ricordiamocelo

Femminicidio: dall'inizio del 2016, sono state circa 86 le donne vittime di violenza; ben 599 dal 2012

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Il 25 novembre è stata celebrata la giornata contro la violenza sulle donne (leggi qui l’articolo). Si tratta di una conquista che non divide le donne dagli uomini, ma tra chi usa la violenza sull’altro e chi ama, attraverso il rispetto. Dall’inizio del 2016, sono circa 86 donne, vittime dei femminicidi, 599 dal 2012 (fonte Corriere della Sera). Si tratta di donne uccise da mariti, fidanzati, spasimanti. Il femminicidio è solo un aspetto, la degenerazione, della violenza di genere è un fenomeno che agisce in prevalenza all’interno della vita coniugale, all’interno della mura domestiche e tutto ciò non aiuta a combattere questa piaga. Si tratta di una lotta alla quale non possiamo rinunciare, perché combattere le discriminazioni e la violenza ci rende liberi ed eguali. Il “25 novembre” è tutti i giorni, ricordiamocelo.

Abbiamo avuto il piacere di affrontare questo delicato tema con la dott.ssa Eva Ceccotti, dell’Asur Marche. «Chiunque abbia avuto occasione di riflettere sulla storia e sulla politica non può non essere consapevole dell’enorme ruolo che la violenza ha sempre svolto negli affari umani ed è a prima vista piuttosto sorprendente constatare come la violenza sia stata scelta così di rado per essere oggetto di particolare attenzione». Scriveva Hannah Arendt, Sulla violenza, nel 1970.

Il periodo in cui Hannah Arendt scriveva risale agli anni ’70 e, molto tempo deve ancora passare prima che la violenza diventi un tema di interesse. Dunque, la violenza è un fenomeno sociale, legato a ruoli e comportamenti che la società stabilisce per i due sessi. Ma non è solo la società a essere messa in questione. C’è per lo meno anche la cultura, che contribuisce all’accettabilità sociale della violenza sulle donne. Perciò la violenza di genere è anche un fenomeno culturale. In forza del quale il sesso femminile (il modo di percepire e di stabilire rapporti tra i sessi) è uno dei fattori socio-ambientali che possono dar luogo a una predisposizione specifica delle donne a subire certe aggressioni e a diventare soggetti passivi di certi reati.

In definitiva conoscere il fenomeno e individuare delle tendenze consente di lavorare meglio, perché il punto di partenza per cambiare le cose dobbiamo essere noi stessi. I giovani sono futuri adulti e, se vi sono atteggiamenti stereotipati e pregiudizi di genere nella società, solo su loro si può intervenire per sperare in un cambiamento.

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