Dal tardo pomeriggio di mercoledì 30 novembre grazie ai lavori di messa in sicurezza della Collegiata di san Francesco gravemente danneggiata dal sisma, è nuovamente aperto al transito pedonale il primo tratto di via Filefo; dopo trenta giorni, finalmente il centro storico è nuovamente collegato in ogni sua parte anche mediante questa via nevralgica, da sempre strada di collegamento molto importante per la vita sociale.

Nei prossimo giorni via Filelfo sarà riaperta anche al traffico veicolare. Ciò è stato possibile grazie all’impegno dei cittadini e commercianti che nei giorni post sisma hanno sempre cercato di rendere vivo il centro storico con molte iniziative. Tra le tante un concerto di canzoni popolari in piazza nato da un’iniziativa congiunta del centro culturale Tullio Colsalvatico e del Coro Polifonico Città di Tolentino e sviluppata in collaborazione con alcuni commercianti, denominata «Il cuore al centro».

Abbiamo contattato Franco Maiolati, presidente del centro culturale Colsalvatico, per raccontarci l’iniziativa:
C’è un’assonanza di termini, perché il centro ritorni ad essere il cuore pulsante della città; però, in questo momento, il “cuore al centro” ha un valore più importante, perché occorre che ritorniamo a mettere il cuore al centro della nostra vita, in quanto il cuore desidera la bellezza, la felicità, che non può essere fatta fuori dalla paura o dal disagi, che ancora ci sono, perché la situazione è ancora drammatica. Però non bisogna dimenticarci del nostro cuore, affinché non siano le difficoltà a dire l’ultima parola sulla nostra vita. Dobbiamo trovare chi può rispondere sul nostro desiderio. Il primo modo è quello di incontrarci.
Come ridare speranza?
Ridonare la speranza non è uno sforzo che possiamo fare però possiamo umilmente porre gesti, che siano belli per noi e poter incontrare le persone. Trovarsi insieme per condividere il bisogno perché così facendo si condivide il senso della vita, che è tutto il senso della carità che ci muove. Non chiudiamoci nel nostro disagio, ma apriamoci agli altri, chiedendo anche aiuto, perché è un grande segno di umiltà e di vitalità. Per noi cristiani la speranza viene da Cristo, che può dare una risposta di apertura per una possibilità di vita positiva anche in circostanze drammatiche.

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Abbiamo chiesto un commento anche al direttore del Coro Polifonico, il maestro Aldo Cicconofri: «Noi abbiamo la passione del canto ma in questo periodo abbiamo dovuto chiedere aiuto perché la nostra sede non è più agibile. Il canto in questa occasione voleva essere un modo per far arrivare un po’ di gente nel centro storico, perché purtroppo in questi giorni lo abbiamo visto sempre vuoto.
Ciò è molto brutto per gli abitanti ed i commercianti; e poi per noi cittadini che perdiamo l’occasione di ritrovarci, perché il centro è il luogo dell’incontro. Quindi volevamo creare una situazione per stare insieme e sembra che ci siamo riusciti, visto che c’è stata molta gente contenta di esserci per cantare insieme a noi».
In quale modo la musica può aiutare?
Lo scopo della musica è quello di aggregare e creare momenti di spensieratezza e di allegria, di cui in questo periodo c’è veramente bisogno.

Non solo il centro storico sta riprendendo vita, ma anche il quartiere Vittorio Veneto tenta di rinascere, dopo che il terremoto lo ha quasi raso al suolo e reso isolato per alcuni giorni: anche lì i negozianti stanno approntando alcune idee per far rivivere il quartiere.

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