«Anche nel buio più fitto c’è sempre una luce, una fiammella di speranza in fondo al cuore con la quale poter ripartire». È con queste parole che nel suo profilo Facebook, l’artista, fotografo e grafico maceratese Gianluca Storani tratteggia le “tonalità” con cui il sisma ha ridipinto i contorni dei nostri amati Sibillini e dei tanti paesi custodi di storia, cultura e tradizioni dal sapore marchigiano.

«Dopo il terribile cataclisma che ha messo in ginocchio l’Alto Maceratese – racconta il giovane professionista –, ho pensato a lungo a come poter essere utile alla causa di questo faticosissimo post-sisma. Oltre a ricostruire fisicamente tutto, possibilmente con nuovi crismi antisismici e nel rispetto delle tradizioni e delle peculiarità di quei luoghi unici al mondo, è necessaria anche una ricostruzione morale e nondimeno psicologica. Partendo, però, da un assunto al quale non dobbiamo concedere deroghe: quei luoghi oggi feriti sono luoghi meravigliosi che devono rifiorire non solo esteriormente ma anche dentro di noi perché sono parte di noi e della nostra stessa identità».

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(foto Facebook)

Ci confrontiamo su cosa possa significare, per la nostra gente, elaborare, metabolizzare gli effetti che gli strascichi di questo terremoto infinito sta generando. La consapevolezza è concorde, così come comune è l’orizzonte: guai a ripiegarsi nella tristezza, perchè il popolo marchigiano annovera di certo l’intraprendenza tra le sue invidiabili virtù.

Ma Storani, forte di una spiccata sensibilità e di un apprezzato talento, dotato di una modestia fuori dal comune nonostante l’abilità con il flash (rarissimo trovare suoi primi piani, a cui antepone gli scorci e i panorami mozzafiato di Cingoli o Pollenza)ha già fatto un passo più, dando voce, o meglio “colore”, al desiderio di ripartire e far rinascere luoghi che le scosse, le crepe e la devastazione non possono annientare. Si intitola infatti «Macerata e i paesaggi delle Marche» (Edizioni Simple) il testo di 100 pagine, nelle librerie cittadine già dal mese scorso, che verrà presentato mercoledì 7 dicembre, alle ore 17 nei locali di via Roma 399/a ,nel quartiere Collevario, e con cui l’autore permette di compiere un affascinante viaggio, in immagini e parole, tra le bellezze naturalistiche della nostra regione.

15027844_586436701565130_7836136080382383248_nAttraverso un personale stile narrativo elaborato nel tempo come complemento ai propri lavori fotografici, l’intento, da parte di Gianluca Storani, è dunque quello di «trasmettere tutte le meraviglie che questo straordinario territorio è stato capace di offrire durante l’intero arco di tempo della sua personale ricerca fotografica». Le Marche rappresentano, ora più che mai, la “musa ispiratrice” del fotografo che, attraverso un lavoro innegabilmente faticoso, ha voluto far emergere «l’anima più vera e pura» del cuore pulsante dell’Italia.

Nato nella Civitas Mariae nel 1974, diplomato come Maestro d’arte, Storani ha conseguito anche l’attestato di qualifica professionale di Tecnico della grafica pubblicitaria, col quale entra nel mondo della comunicazione. Appassionato di fotografia sin dagli anni Ottanta, mantiene la passione fino all’acquisto di una reflex con la quale approfondisce le proprie capacità espressive e competenze tecniche. Arriva sul finire dello scorso anno la decisione di pubblicare i propri lavori online, con un’esposizione fotografica personale a Macerata. Nel giugno scorso, poi, il «Riconoscimento della giuria» al concorso fotografico «San Ginesio in posa».

Uno scatto dell'esposizione fotografica del 2015 (foto Facebook)
Uno scatto dell’esposizione fotografica del 2015
(foto Facebook)

Oltre all’arte, tuttavia, ciò che anima lo spirito creativo di Gianluca è anche l’altruismo. Veicolato senza eccessivi proclami, ma determinato ad ottenere un sostegno concreto. «Da scrittore e curatore di immagini – spiega Storani –, ho pensato di devolvere alle popolazioni colpite parte dei guadagni derivanti dalla vendita di questa mia prima opera. Restituire parte di quanto ho ricevuto in tanti anni proprio nel momento di massimo bisogno mi sembra il minimo. Dobbiamo iniziare ad immagine il futuro – aggiunge –, e il futuro non può non ripartire dal passato, da ciò che è stato e da ciò che continuerà ad esistere, prima di tutto dentro di noi, nel nostro cuore. “Le Marche nel cuore” è il titolo, l’hashtag che ho dato a questa nuova raccolta di foto. Sono quelle stesse quattro semplici parole che mi accompagnarono la sera del 27 ottobre per descrivere lo stato d’animo di un uomo e di un’intera comunità finita letteralmente a terra. Ma vogliono essere sopratutto un augurio di speranza».

Da autentico “promotore del territorio”, dunque, Gianluca Storani sposa una mission che, ci si augura, possa essere contagiosa. Dal mostrare al mondo tutto il territorio marchigiano allo svelare sopratutto quella parte di territorio ora ferito e in grave difficoltà. «Non macerie, frane, fratture, voragini, e distruzione – conclude – ma, piuttosto, l’inesauribile fascino di quei luoghi nel pieno del loro splendore». Una ricchezza per gli occhi e l’animo che la polvere non ha offuscato.

In questa foto, scattata la mattina del 5 Luglio 2016, tutta la bellezza della chiesa dei SS. Andrea e Bartolomeo, che si incontra lungo la strada che percorre la frazione Villa Sant'Antonio di Visso, nota località di passaggio e di relax, a ridosso delle nostre amate montagne.
«In questa foto, scattata la mattina del 5 Luglio 2016, tutta la bellezza della chiesa dei SS. Andrea e Bartolomeo, che si incontra lungo la strada che percorre la frazione Villa Sant’Antonio di Visso…»: così commenta il fotografo maceratese nel suo profilo social
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