Il Centro Giovanni Paolo II di Loreto, la «casa del Papa per i giovani d’Italia e d’Europa» per l’emergenza terremoto, in «venticinque giorni di Amore allo stato puro è diventata una fucina di solidarietà, di carità, di servizio, di comunione, di fraternità, di conoscenza, di dialogo che porta il cuore di tanti amici – in prevalenza giovani – che, come Maria di Nazareth, «corrono in fretta» per farsi prossimi a chi, della gioventù, gli rimane solamente il ricordo tragicamente confuso ed offuscato non solo dalla polvere degli anni ma, soprattutto, da quella dell’ultimo vigoroso e grande sisma».

14601034_10207774436015984_3555409486870863712_n-1Con queste parole il direttore della struttura, don Paolo Volpe, intende ringraziare tutti, «indistintamente», per il tempestivo e costante servizio svolto in queste ultime settimane a favore delle popolazioni terremotate. «La gratitudine che esprimo – aggiunge il sacerdote – non sarà mai proporzionata a ciò che le autorità competenti (Asur, Protezione Civile e Croce Rossa), il personale e la comunità del Centro Giovanni Paolo II, i volontari dell’associazione “Ecco la vostra Casa” che coordinano la vita, le attività e le modalità d’impiego, i volontari dalle parrocchie della Prelatura di Loreto, quelli dei Cooperatori Salesiani che si son fatti anche promotori dei volontari cittadini di Porto Recanati, quelli provenienti da gruppi e associazioni ecclesiali e non di tutta Italia, gli scout ed i gruppi parrocchiali che scelgono di trascorrere il week end qui (nonostante il Centro abbia dovuto temporaneamente cessare la sua attività specifica coi giovani) stanno impiegando dall’inizio di questa singolare avventura».

Superata la prima fase emergenziale, spiega il responsabile, con la comunità del Centro ed il consiglio direttivo dell’Associazione «Ecco la vostra Casa», si stanno progettando nuove modalità per l’impiego del volontariato (comunque ancora necessario) che verranno attuate tra pochi giorni in modo che l’accoglienza sisma, per il tempo che occorrerà, si trasformi «in condivisione di vita ed accompagnamento per gli ospiti del Centro, con l’obiettivo di suscitare in ciascuno più autonomia possibile. Un impegno che vuol essere propedeutico al più o meno prossimo rientro nei propri ambienti vitali, per un auspicabile ritorno alla normalità di vita».

Ora, è gradita una maggiore disponibilità nell’animazione e nella condivisione di momenti ricreativi, fa sapere don Paolo, ed è «urgente il servizio dei volontari che, a turno, affianchino i cuochi del Centro nella preparazione del pranzo e della cena».

I volontari in forza al Centro di Montorso
I volontari in forza al Centro di Montorso con il direttore Volpe, primo da sinistra

Allo stato attuale, inoltre, è sospesa «la raccolta di qualsiasi indumento o prodotti di igiene personale», mentre viene promossa «una raccolta di fondi soprattutto per il sostegno del volontariato e dell’equipe di medici ed infermieri volontari che risiedono qui 24h su 24h dei quali, giustamente (e non può essere diversamente per scelta e per vocazione) si sta facendo carico il Centro e per i quali non è contemplata alcuna convenzione statale, come invece avviene per gli ospiti».
È possibile devolvere sul conto corrente bancario intestato a Prelatura territoriale di Loreto «Centro Giovanni Paolo II» – IT17N0854937380000190100577 – Banca Bcc Filottrano, sede di Loreto, indicando la causale «emergenza sisma».

Questi, invece, i contatti utili per il volontariato: Marco Federici, vice direttore del Centro (335 784 7072), per l’aiuto in cucina; Davina Tosoratti (340 688 8270) per l’animazione;
Michele Scocchera (345 621 1215).

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