Istat, nel 2015 otto bambini su 100 nati da madri over 40

Si confermano “due Italie” nelle strategie riproduttive

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L’8,3% dei nati in Italia nel 2015 ha una madre di almeno 40 anni, mentre il 10,3% è stato messo al mondo da una under 25. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono nel report “Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2015”, diffuso nei giorni scorsi dall’Istat. «La posticipazione della maternità – si osserva – è molto accentuata per le madri italiane: il 9,3% ha più di 40 anni, quota che supera quella delle madri under 25 (8,2%)».

«Il fenomeno è in atto dalla metà degli anni ’70 e spiega la denatalità osservata fino alla metà degli anni ’90», prosegue l’Istat, evidenziando che «successivamente si è registrato un parziale recupero delle nascite precedentemente rinviate, in particolare da parte delle baby-boomers, che si è tradotto in un progressivo aumento dei nati da madri over35, soprattutto al Nord e al Centro».

«L’età mediana al primo figlio è cresciuta notevolmente di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale – continua il report – ma se le donne nate nel 1950 mostravano un calendario piuttosto omogeneo (circa 24 anni), per le generazioni più giovani si vanno delineando significative differenze territoriali». Infatti, per la generazione del 1970, l’età mediana al primo figlio si attesta intorno ai 31 anni per il Centro-Nord mentre nel Mezzogiorno è di poco superiore ai 27 anni. Insomma, «ancora oggi esistono “due Italie” per quanto riguarda le strategie riproduttive».

Circa una donna su 4 al Nord non ha figli, mentre al Centro è poco più di una su cinque per la generazione del 1970, il 30% al Nord e il 24% al Centro hanno un solo figlio. Molto più bassa, per quanto in aumento, la percentuale di donne che nel Mezzogiorno non hanno figli, (meno del 20% per le nate nel 1970), nello stesso tempo il modello con due figli è il più frequente al Sud, con il 71% delle donne nate nel 1970.

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