Don Ivan Maffeis alla Fisc: «Essere voci credibili e significative»

L'intervento durante l'Assemblea nazionale in corso a Roma

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«Il nostro impegno si declina nell’amore alla verità, nel lavorare con professionalità e nel rispetto delle persone». Lo ha ricordato don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, durante l’omelia della Messa che ha aperto oggi la seconda giornata di lavori della XVIII assemblea nazionale elettiva della Fisc in corso a Roma (24-26 novembre). Ai direttori dei settimanali diocesani, don Maffeis ha ricordato che esiste una caducità delle cose che «ci fa sentire come pagine ingiallite esposte al tempo che fugge».

«Anche il giornale invecchia in fretta – ha sottolineato don Maffeis – ma questo non ci impedisce di lavorare con profondità, ricercando le parole e le immagini migliori con cui informare, commentare e raccontare ciò che accade. In questo modo portiamo un riflesso di quella luce che non passa». Don Maffeis ha ricordato anche i tanti “invisibili” che vivono nelle nostre città e che talvolta salgono agli onori delle cronache venendo sfruttati fino all’ultimo.

«È un meccanismo perverso – ha sottolineato – perché, come ricordava papa Benedetto XVI, intossica e inquina lo spirito». «La consapevolezza dei cambiamenti e delle trasformazioni – ha aggiunto il direttore dell’Ufficio Cei – non ci impedisce di fare fino in fondo il nostro servizio per essere voci credibili e significative». Riprendendo le parole di don Mazzolari, don Maffeis ha ricordato che «nel nostro cuore c’è un desiderio dì eternità e ci interessa portare nel nostro tempo questo desiderio di eterno; ci interessa avviarci verso la Parola che non passa, la sola che basta per impegnarci fino alla fine».

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