VIDEO – Gianna Jessen, la donna che non doveva nascere

Lunedì 5 dicembre, alle ore 21, presso il Santuario della Santa Casa di Loreto, l'incontro-testimonianza con l'attivista statunitense sopravvissuta a un aborto salino

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«Dovrei essere morta, ma sono stata partorita viva». Sarà possibile ascoltare la testimonianza di Gianna Jessen, attivista statunitense, lunedì 5 dicembre, alle ore 21, presso il Santuario della Santa Casa di Loreto, durante l’evento “Famiglia e vita, la vera inclusione”.

La Jessen nacque il 6 aprile del 1977 alla trentesima settimana di gravidanza dopo un tentativo di aborto non riuscito nonostante un’iniezione salina nell’utero della madre, una ragazza diciassettenne del Tennesee. Gianna venne alla luce nonostante ben 18 ore di esposizione alla soluzione; tuttavia, la mancanza di ossigeno le comportò la paralisi cerebrale e muscolare, in parte superate grazie alla sua tenacia e all’amore dei suoi genitori adottivi durante la crescita.

Nel 2008, la Jessen ha raccontato la sua esperienza anche nell’aula magna del Parlamento australiano della città di Melbourne, la Queen’s Hall dello Stato di Victoria: il video della testimonianza resa in quell’occasione ha riscosso grande interesse anche nel web e ha richiamato l’attenzione sull’impegno di questa donna contro l’aborto. Ma non era la prima volta che la donna riusciva a portare la sua testimonianza all’attenzione dell’opinione pubblica: infatti, ha parlato davanti al Sottocomitato Giudiziario del Congresso degli Stati Uniti sulla Costituzione, prima il 22 aprile 1996 e poi il 20 luglio 2000, e in seguito anche alla Camera dei Comuni del Regno Unito. Alla sua storia si è anche ispirato il film “October Baby”.

L’evento “Famiglia e vita, la vera inclusione” vedrà la partecipazione di mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo di Loreto, e di Alessandro Fiore, portavoce di ProVita onlus.

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