«Essere contro la violenza sulle donne è una cosa sacrosanta, far sì che questa abbia termine è molto più difficile». L’assessore alle Pari opportunità del Comune di Macerata, Federica Curzi, non nasconde le problematiche che separano la società attuale, anche nelle Marche, da un obiettivo banale ma quantomai scontato. Molti sono stati gli eventi promossi in provincia in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (leggi qui l’articolo), fissata universalmente per domani, venerdì 25 novembre. Anche la tv nazionale, grazie alla Rai, ha dato ampio spazio alla tematica, tanto che martedì è andato in onda il film dedicato alla vicenda di Lucia Annibali (“Io ci sono”, interpretato da Cristiana Capotondi), l’avvocata di Urbino barbaramente sfregiata con l’acido dall’ex compagno.

Domani a Macerata, in piazza Oberdan, presso Casa Unimc, alle ore 17, si inaugura la mostra fotografica “Donne e lavoro”, curata dall’Associazione Toponomastica Femminile. Grazie all’iniziativa del Consiglio delle donne di Macerata, sarà possibile visitare ben 50 pannelli che intendono sollecitare una riflessione sull’impegno femminile: l’intenzione è di testimoniare la fatica, ma anche i successi delle lotte femminili alle nuove generazioni.

Una mostra ripercorre la fatica e i successi delle lotte femminili

«La scelta è avvenuta nell’ottica di rifuggire da una retorica vittimistica – ha affermato Ninfa Contigiani, presidente del Consiglio delle donne -, a tal scopo, l’occupazione è un punto di vista privilegiato per conoscere la condizione femminile. Infatti, il lavoro è storicamente lo strumento che ha consentito alla donna di avere una propria vita pubblica – ha aggiunto -, ma è anche il luogo delle violenze, degli abusi sessuali e dello squilibrio salariale. Luci e ombre che ci fanno capire sia come queste vittime siano in mezzo a noi, sia come è effettivamente possibile rinascere».

«Il tema del lavoro è un punto di vista privilegiato sulla condizione femminile»

Ninfa Contigiani - Foto Comune di Macerata
Ninfa Contigiani

Il rapporto con gli uomini è un tema caro al Consiglio delle donne di Macerata, tanto che fu uno dei primi argomenti trattati in occasione del suo insediamento, lo scorso gennaio (leggi qui l’articolo). Dopo quasi un anno, piccoli segnali sono evidenti anche nella quotidianità del capoluogo e del territorio maceratese, segnato anch’esso da drammatici fatti di cronaca (dieci anni fa il tentato omicidio ai danni di Francesca Baleani, miracolosamente sopravvissuta).

«Sono convinta che gli uomini non vadano lasciati “indietro” nel lavoro culturale che ci siamo prefissate – ha sottolineato la Contigiani -, e questa è una opinione sempre più diffusa tra le donne, più volte emersa anche nelle collaborazioni di questi mesi. Viceversa, possono constatare una presenza meno banalizzata dagli stessi uomini, con una maggiore attenzione anche al linguaggio».

«Gli uomini devo essere coinvolti nella sfida culturale contro la violenza sulle donne»

Preoccupano, altresì, i modelli relazionali dei giovani, dove c’è più “trascuratezza” sul piano della comunicazione: «Il linguaggio è molto importante ed è un problema da affrontare principalmente negli adolescenti – ha concluso -, tant’è che “Io ci sono” penso sia servito a riportare l’attenzione su un episodio che i marchigiani ben conoscono, creando, in famiglia come a scuola, occasioni di dibattito: ovvero, ricoprire quel ruolo di servizio pubblico che si chiede alla Rai».

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