La speranza che il terremoto non avesse compromesso la sua bellezza, ritornata alla luce il 10 aprile 2011, dopo una forzata chiusura lunga quattordici anni a causa dei danni che l’altro sisma, nel 1997, aveva generato, fa oggi i conti con l’amara realtà. La concattedrale di san Flaviano, a Recanati, fulcro spirituale della città sembrava non aver riportato serie conseguenze dopo gli ultimi eventi sismici, “forte” dei lunghi lavori di ristrutturazione che, appunto, riportarono all’antico splendore il Duomo dedicato al Santo vescovo e patrono della Diocesi.

Come confermato dal parroco e vicario generale diocesano, monsignor Pietro Spernanzoni, a seguito delle ultime verifiche (in particolare del sottotetto) effettuate dai tecnici della Curia di Macerata, in via precauzionale si è deciso di richiudere nuovamente al culto, seppur con dispiacere, la maestosa struttura – dotata tra l’altro di moderni sistemi multimediali e acustici – che era stata decretata parzialmente agibile dopo i primi sopralluoghi (leggi Qui il servizio generale sulla situazione delle chiese recanatesi).

Per cause di forza maggiore, dunque, la solenne Concelebrazione eucaristica in programma per giovedì 24 novembre, in occasione del martire Flaviano, verrà presieduta dal vescovo monsignor Nazzareno Marconi, alle ore 18.30, presso la chiesa di Sant’Agostino, tra le poche rimaste agibili. Sospeso il triduo religioso di preparazione alla festività.

san_floriano_recanatiLa divisione dei “ruoli” tra i due Santi, Vito e Flaviano, venne sancita ufficialmente nel 1623 dall’allora Pastore di Recanati Giulio Roma, che dichiarerà il primo patrono della città e l’altro della diocesi e del clero. Negli stessi anni, quasi a conferma della pari dignità dei due protettori, le scene del loro martirio saranno rappresentate nella cattedrale sottoposta ad importanti lavori di rinnovo. I ritratti di ambedue le figure si trovano nel meraviglioso soffitto a cassettoni che copre la navata centrale realizzato, nel 1619, dall’intagliatore Andrea Costa, assistito dal pittore Antonio Rizzo e dai doratori Tommaso Gattucci e Giacomo Zappetta. Il titolare della chiesa occupa, chiaramente, il posto principale nell’ottagono centrale, mentre san Vito è visibile in uno scomparto laterale insieme ad altri santi, dottori della chiesa, apostoli e le Virtù.

Un magnifico scorcio di Duomo da osservare con lo sguardo rivolto verso l’alto, e con l’auspicio che la sua porta possa riaprirsi al più presto.

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