Marche sempre più solidali: volontari in crescita

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A conclusione dell’indagine-censimento del 2015 sulle organizzazioni di volontariato marchigiane, è stato presentato il Rapporto 2016 sul volontariato nelle Marche, curato da Regione Marche, Osservatorio regionale Politiche sociali dell’Ars e CSV Marche. Da tale rapporto risultano attive in Regione 1.434 organizzazioni di volontariato, per la maggioranza (74%) nei settori socio-assistenziale e sanitario, che possono contare su 44.600 volontari, che per il 66,5% si impegnano in maniera continuativa. Con tali cifre la regione si conferma sempre più solidale e il volontariato continua ad essere una risorsa insostituibile per le comunità locali.

0bbc135c4e0dd1df2b9799416cfdef12_xlDal 2008 (anno della precedente rilevazione) infatti, le associazioni hanno registrato un incremento del 17%, cresciute di oltre 200 unità, e i volontari dell’11,3%. Presentando il rapporto l’assessore alla Partecipazione e Volontariato, Fabrizio Cesetti, ha affermato: «Si tratta di una rete capillare consolidata. Il rapporto infatti evidenzia che le organizzazioni di volontariato svolgono attività continua e regolare a sostegno delle comunità locali del territorio. Sono una risorsa strutturata e non occasionale, realtà in crescita importante e preziosa per la regione».

Il presidente regionale del CSV, Simone Bucchi, ha spiegato il senso della ricerca: «La realizzazione di questa ricerca, per cui ringraziamo Regione e Ars, è importante per programmare ancora meglio le nostre attività e per riflettere su alcuni elementi: il cambiamento delle modalità di finanziamento del welfare, che porta con sé un cambiamento anche nel modello di risposta ai bisogni; un volontariato che non resta ancorato al passato, ma si evolve, rispondendo a bisogni emergenti e che può offrire delle opportunità, anche in questa fase di crisi.

Quanto alla mission del CSV la ricerca evidenzia risultati lusinghieri che ci danno nuovo impulso per affrontare con impegno le prossime sfide: il volontariato singolo, occasionale e quello dei grandi eventi, e su tutto le novità legate alla Riforma del Terzo Settore e al cambiamento che ci richiede, con il principio delle porte aperte anche alle altre organizzazioni del mondo non profit».

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Dal rapporto emergono alcuni cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato il settore, e le caratteristiche peculiari del volontariato marchigiano, che rappresentano al tempo stesso opportunità e rischi. Nella grande maggioranza dei casi (l’82%) operano con regolarità e continuità, potendo contare su volontari “sistematici”, e di fatto coprono tutti i settori di attività e servizi.

Il primo macro settore di attività è il socio-assistenziale (55% delle Odv), al secondo posto c’è la sanità (19% delle Odv), poi la valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale (10%), la tutela dell’ambiente (6%), la protezione civile (6%) e la tutela e protezione animali (4%). Operano perlopiù a livello locale (il 42% in ambito comunale), e per il 43% erogano servizi attraverso rapporti formalizzati con istituzioni pubbliche territoriali.

Tra i volontari c’è una quasi parità tra uomini (49,6%) e donne (50,4%); però quanto all’età, complessivamente, si osserva un ‘invecchiamento’ anche nei volontari: la maggior parte hanno dai 30 ai 64 anni (il 64,2%), un quinto di essi è anziano (il 20,9% ha più di 64 anni), mentre i più giovani, fino a 29 anni, sfiorano solo il 15% per un impegno medio di 7 ore a settimana. Infine le associazioni si dividono tra utenza indiretta (56%) e utenza diretta (43%) e quest’ultima è pari a quasi 178.000 unità (mediamente circa 115 utenti ogni 1.000 residenti).

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