Durante il secondo millennio i Cristiani hanno dotato le loro chiese di organi a canne, e per secoli si è fatto a gara tra le varie comunità per avere gli strumenti migliori, che talvolta sono stati sostituiti nel tempo ma, in molti casi come la nostra regione, si sono conservati e magari sono stati restaurati e resi di nuovo efficienti per attività liturgiche o concerti.

Con la costituzione all’epoca delle Soprintendenze alle Gallerie, gli organi antichi sono stati inseriti tra gli arredi sacri considerati opere d’arte: quindi in tale qualità, sono stati catalogati e tutelati da eventuali deturpazioni, restauri impropri, alienazioni e vere e proprie distruzioni. Le Marche, prima regione in Italia, ha effettuato dal 1985 al 2000 un censimento completo degli organi antichi mediante il quale sono stati catalogati in tutto ben 720 organi in diverse condizioni di conservazione. Ciò ci ha permesso di procedere a restauri filologici che ci restituissero gli strumenti completamente ripristinati anche nel loro suono.

In generale, i risultati positivi di questa prima attività di catalogazione degli organi storici con l’impiego della scheda OA e l’intercalare SM-ORGANO emergono dal consuntivo pubblicato nel 1987, a cura dell’ICCD, nel «Notiziario del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali», III, 10/gennaio-febbraio 1987. Ma gli organi, specie quelli antichi, hanno diversi nemici naturali come fulmini, incendi e appunto terremoti, quando non la stessa mano dell‘uomo, che pensa di ″migliorare“ l‘opera d‘arte anziché rispettarla come è. In questa sede ci occuperemo dei danni del recente sisma sugli organi antichi della Diocesi riunita di Macerata-Recanati-Cingoli-Treia.

Il caso più eclatante riguarda l’organo Callido 1792 (opus 303) della Collegiata di S. Lorenzo in Urbisaglia (leggi qui l’articolo). Esso, che già presentava instabilità del crivello (tavola forata dove sono infilate le canne interne, che in tal modo vengono tenute diritte) e della rastrelliera (tavola con incavi rotondi dove sono agganciate le canne di facciata, che in tal modo vengono anch’esse tenute diritte), ha riportato con la prima scossa del 24/08/2016 la caduta di quasi tutte le canne di facciata all’interno della cantoria.

Nella sfortuna le canne – probabilmente – non si dovrebbero essere molto danneggiate e, con un sapiente restauro, il prezioso strumento può essere recuperato; gli altri casi, in genere, dipendono dall’inagibilità delle chiese (a parte rare eccezioni) e dal potenziale pericolo di crolli.

Nella cattedrale è salvo per fortuna il presbiterio posto nel catino absidale dove ha sede, nella cantoria in cornu Epistolæ, l’unico organo Callido a due tastiere superstite in regione (1790 – numero d’opera sconosciuto) e uno dei pochi dell’intera penisola: sarebbe gravissimo perderlo.

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