Nelle Marche, superata la primissima fase emergenziale dopo l’ultima, devastante scossa sismica che la mattina del 30 ottobre ha rigettato il Centro Italia nel panico, prosegue il calcolo dei danni cui far fronte a partire da oggi. Numeri che mettono in ginocchio un territorio intero, ma che non impediscono alle popolazioni di rimboccarsi le maniche e guardare avanti con dignitoso coraggio.

Intanto, il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, dopo le zone del Piceno, ha visitato ieri Fabriano, un altro comune colpito dal sisma, per fare il punto della situazione in loco. Quindi, il Governatore è tornato a San Severino Marche e Tolentino.

Proseguono i sopralluoghi a Tolentino, uno dei comuni del Maceratese duramente colpiti
Proseguono i sopralluoghi a Tolentino, uno dei comuni del Maceratese duramente colpiti

Proseguono incessantemente i sopralluoghi ed aumenta la conta dei danni strutturali, mentre si tenta di arginare anche le lesioni dell’anima, contrastando il più possibile sentimenti di ansia, precarietà e paura con supporti psicologici adeguati attivati in più zone. Ad oggi, come noto, nelle Marche sono complessivamente 112 i Comuni coinvolti dal sisma: 53 nel Maceratese, 26 nel Fermano, 25 nel Piceno e 8 nell’Anconetano.

img_2314

Riepilogando il triste quadro, a partire dalle condizioni delle persone, secondo le ultime rilevazioni i cittadini assistiti sono complessivamente 24.998.

Nello specifico: 13.629 abitanti – 9.958 nella provincia di Macerata; 158 in quella di Fermo, 2.227 in quella di Ascoli Piceno; 1.286 in quella di Ancona – risultano accolti sul posto (tra palestre, scuole e palazzetti); 5.303 – 3.358 nella provincia di Macerata; 60 in quella di Fermo; 1.885 in quella di Ascoli Piceno – alloggiano in autonoma sistemazione (Cas); 6.066 – 4.366 nella provincia di Macerata; 53 in quella di Fermo; 1.547 in quella di Ascoli Piceno; 100 in quella di Ancona – sono sistemati negli alberghi. A queste cifre di per sè consistenti, se ne aggiunge inoltre un’altra notevole: sono infatti ben 13.450 le persone che preferiscono dormire in auto o da parenti e amici per paura di una nuova scossa (11.682 nella sola provincia di Macerata; 1.760 in quella di Fermo; 8 in quella di Ascoli Piceno).

Si registrano, attualmente, 235 zone rosse delimitate perché a rischio crolli. Le sedi municipali inagibili sono in tutto 43: 25 nella provincia di Macerata, 2 in quella di Fermo, 16 in quella di Ascoli Piceno.

img_2312Dopo le ultime verifiche effettuate, poi, salgono a 37 le scuole inagibili: 22 nella provincia di Macerata, 5 in quella di Fermo, 10 in quella di Ascoli. Aumenta anche il numero delle attività produttive inagibili, ben 541 di cui 506 nel Maceratese, 5 nel Fermano, 26 nel Piceno e 4 nell’Anconetano. Sono 172, infine, le stalle inutilizzabili: se ne contano 146 nella provincia di Macerata e 26 in quella di Ascoli, incrementando la grave portata di un fenomeno che, purtroppo, inciderà pesantemente sull’economia regionale, ferita anche sotto il profilo del turismo.

La Regione, intanto, ha iniziato i pagamenti, in particolare per il contributo di autonoma sistemazione, per gli alberghi e per gli interventi legati al terremoto, più le somme urgenze effettuate dai Comuni (gli amministratori sono invitati a inviare le fatture). In tutti, cittadini, sindaci e volontari, abita una comprensibile tensione, ma alberga un’altrettanta fiducia di poter ritrovare presto la normalità, e far rivivere quel tessuto sociale, culturale e produttivo che rende la terra marchigiana un fiore all’occhiello del Belpaese.

img_2316
Il Governatore delle Marche in visita all’ospedale di Fabriano assieme al sindaco, Giancarlo Sagramola, e all’assessore regionale Angelo Sciapichetti

via-accoramboni-2

Print Friendly

Comments

comments