«Ciao Barbara», il ricordo di Paolo Carassai

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di Paolo Carassai

Ciao Barbara,

ricordo come ieri il giorno in cui ti chiesi di accompagnarci nel meraviglioso quanto impegnativo compito di accogliere i bambini nella nostra comunità familiare «… Paolo tu mi conosci bene, la tua è una realtà che nasce da una sensibilità ecclesiale e dalla esperienza di fede tua e di Flavia, io sai ho frequentato altri lidi…» mi dicesti questo con la dolcezza ed il sorriso di chi non pensa all’impegno ma al rispetto della esperienza. Ti risposi sorridendo «… proprio per questo abbiamo pensato a te, perché abbiamo bisogno di essere accompagnati da chi senza vizi di appartenenza, sappia mantenere la lucidità nella risposta ai bisogni di questi nostri figli» mi abbracciasti ed io accolsi quel tuo abbraccio come il primo si di una lunga serie di esperienze vissute insieme.

L’autenticità del nostro rapporto non ci ha negato la ricchezza di un confronto leale su visioni a volte discordanti che trovavano sempre una sintesi comune nella risposta concreta ai bisogni dei bambini che accoglievamo, perché la tua saggia competenza mista ad una amicale professionalità sapeva sempre andare oltre. Vorrei continuare a vivere pensandoti dentro la storia che abbiamo condiviso, per questo credo che il tuo saluto non è capitato a caso il giorno dei Santi dove non si ricorda la morte ma la significatività di una vita vissuta in pienezza.

Non fraintendermi, non voglio incensarti sarebbe un tradire anche se con un profumo un amicizia che continuerà non nel ricordo ma nella trasparenza di ideali che ci hanno unito, che hanno cementato la nostra amicizia e che oggi continueranno ad andare oltre noi.

La tua fiera laicità ha saputo sempre schierarsi dalla parte del bisogno con la leggerezza del sorriso e la determinazione del senso di responsabilità lasciando un segno in chi ti incontrava ed in te e nel tuo per niente semplice percorso di vita.

Ti saluto con le stesse parole che usavi con i bambini della comunità «ciao Barbara» ti voglio bene, Paolo.

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