Si è spenta Barbara Pojaghi

La docente dell'Unimc è morta ieri sera, 1° novembre, presso l'Ospedale di Macerata

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La prof.ssa Barbara Pojaghi

La docente di Psicologia sociale, già presidente della Facoltà di Scienze della Comunicazione e figura fondamentale dell’Università di Macerata, si è spenta ieri sera, 1° novembre, verso le 22.30, presso l’Ospedale di Macerata Lutto nel mondo accademico, ma non solo: figlia di Jader Giampieri Pojaghi, la professoressa, 67 anni, è stata Presidente del Consiglio comunale, dal 2000 al 2005, di Macerata e, in precedenza, assessore alla Cultura della giunta guidata da Gian Mario Maulo, dal 1993 al 1997. Influente punto di riferimento in ambito nazionale nel campo della ricerca e della cultura, la professoressa Pojaghi è stata assistita con amore fino all’ultimo dai familiari e dagli amici più cari. La salma è esposta all’obitorio dell’Ospedale di Macerata e sarà possibile rendere omaggio fino alle ore 11 di domani, giovedì 3 novembre,

Molti i messaggi sui social network, soprattutto dei colleghi e dei tanti studenti che negli anni si sono affidati alla docente durante i corsi di studio o per la tesi di laurea: «Cara Prof, mi hai insegnato molto più della psicologia della Comunicazione, fare la tesi con te è stato un onore e quando ho avuto bisogno tu c’eri sempre – si legge sulla pagina Facebook della professoressa -; Ciao Barbara, buon viaggio, qui sentiremo la tua mancanza, ma il tuo sorriso continuerà a brillare».

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Uno scatto dell’incontro con il presidente della Repubblica Ciampi nel 2000

A livello istituzionale, il sindaco di Macerata, Romano Carancini ha espresso il suo cordoglio per «un grande perdita» della comunità, «una persona che ha lasciato un’impronta importante nelle persone che l’hanno conosciuta sia come formatrice di tanti giovani, che come amministratrice del Comune». Nel telegramma inviato alla famiglia, il Sindaco afferma ancora come «la città di Macerata ne ricorda, con stima e riconoscenza, l’elevato contributo offerto attraverso gli insegnamenti, la passione civile, le esperienze di vita, il forte impegno politico e l’attitudine al confronto. Resta indelebile nel patrimonio di tutti – ha scritto ancora Carancini – il pensiero e l’opera di un’importante protagonista dello sviluppo sociale e politico della nostra comunità, che ha condotto fino all’ultimo la propria esistenza con lealtà, coraggio e determinazione e che lascia, pertanto, un grande patrimonio di conoscenza e umanità».

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«Ne ricordo la vitalità, la passione profusa nel suo lavoro e la consapevolezza civile che animato sempre la sua attività di docente», sono state invece le parole del rettore Francesco Adornato. «Ci mancherà la sua personalità forte, coraggiosa, con punti di vista originali, che non esitava a condividere con tutti noi, in un costante confronto di idee che ha molto contribuito all’arricchire la nostra vita intellettuale», ha commentato la direttrice del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali Elisabetta Croci Angelini. Commosso il ricordo anche della collega e amica Paola Nicolini, succeduta alla Pojaghi nella delega all’orientamento: «Si dice spesso di chi muore che lascia un grande vuoto: nel caso di Barbara Pojaghi è più corretto dire che lascia dietro di sé un grande patrimonio di conoscenza, competenza e umanità, un’inestinguibile ricchezza, che certamente sarà coltivata nel tempo dai familiari, dagli amici, dagli allievi e dai colleghi».

comunicatostampabarbaraHa inviato il proprio saluto anche Romeo Renis, presidente del comitato “Insieme in sicurezza”, del quale la Pojaghi era stata socia fondatrice e vice presidente: «Ha sempre affrontato le sfide della quotidianità con grinta, forza, lucidità e grande passione – ha dichiarato Renis, anche a nome dei soci -, porteremo avanti il nostro progetto arricchito della sua impronta onorando la sua unicità».

Una cerimonia civile sarà organizzata dalla famiglia nei prossimi giorni, in modo da dare la possibilità di partecipare a tutti quanti lo desiderano.

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