La lettera delle suore Clarisse di Camerino: «Siateci vicino con la preghiera»

«A quanti ci chiedono di che cosa abbiamo bisogno rispondiamo con semplicità che ci sarebbero utili indumenti invernali tipo maglie di lana girocollo, calzamaglie-fuseaux e pigiami taglie comode»

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(Foto Ansa)

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio delle suore Clarisse di Camerino:

«Carissime sorelle e fratelli tutti che con tanta apprensione e affetto avete scritto o provato a telefonarci dopo il sisma del 26 e quello del 30 ottobre. Purtroppo dobbiamo dirvi che abbiamo dovuto temporaneamente lasciare il Monastero perché ormai è completamente inagibile. Le scosse sono state violentissime, specie la seconda – come avrete appreso dai giornali e Tv – e tutto quello che prima risultava gravemente danneggiato ora è definitivamente crollato.

01Ci hanno accolto, notte tempo, le nostre Sorelle di San Severino Marche – anche loro piuttosto provate e danneggiate nella struttura – e per ora siamo alloggiate nella loro piccola foresteria. Abbiamo già inoltrato la richiesta di un “modulo abitativo” per poter ritornare a Camerino e seguire tutte le pratiche e i successivi lavori di ricostruzione che richiederanno, senz’altro, tempi lunghissimi. Purtroppo, però, al momento, il Monastero è inserito nella zona rossa: quella completamente interdetta a chiunque eccetto le forze dell’ordine. Per questo il nostro ritorno sarà possibile solo quando verrà ritirata l’ordinanza. Nonostante questo rimane vivo e forte il nostro desiderio di essere lì, con tutti loro, appena questo sarà reso possibile, per essere un segno di preghiera, di speranza e di abbandono totale nelle mani del Padre; essere lì per testimoniare, pur con tutta la nostra fragilità, che è proprio vero: “Il Signore non abbandona il Suo popolo perché Egli è il Dio fedele!”.
02Siamo ormai camerinesi a tutti gli effetti, e con questo popolo desideriamo condividere la stessa sorte: “l’esilio”, la distruzione della propria casa, delle amate chiese e infine delle attività commerciali, con il disagio economico che questo comporta per tutti. Vogliamo viverlo insieme a loro, ai nostri amici che non hanno più niente e sperimentano la “disperazione”, cioè la vera e propria mancanza di speranza di risorgere dalle macerie. Lo vivremo con loro, tra le lacrime e in ginocchio, con la consapevolezza che la ricostruzione di un’intera città sarà molto dura e faticosa per tutti. Dobbiamo ringraziare il Signore per essere rimaste illese, perché questi terremoti hanno distrutto gli edifici ma hanno lasciato in vita le persone, le quali hanno sperimentato la nostra medesima tremenda paura e il nostro stesso sgomento. Perdonateci se da qui in poi le comunicazioni saranno saltuarie ma abbiamo grosse difficoltà col telefono, cellulare ed internet, ma siamo certi del nostro affetto e della nostra nel Signore Gesù.

03Non aggiungiamo altro, se non qualche foto che possa darvi, almeno in parte, un’idea di come siano ridotte Chiesa e Monastero. Vi chiediamo di esserci ancora vicini con la preghiera e con quel grande affetto che da sempre siete stati capaci di regalarci e dimostrarciA quanti ci chiedono di che cosa abbiamo bisogno rispondiamo con semplicità che ci sarebbero utili indumenti invernali tipo maglie di lana girocollo, calzamaglie-fuseaux e pigiami taglie comode. Un particolare e fraterno abbraccio a tutti i camerinesi e a coloro che vivono nei dintorni, a tutti quelli che sono stati portati nelle varie città sul mare, ed infine a tutti coloro che stanno soffrendo disagi di ogni genere. A ciascuno chiediamo anche una preghiera per i nostri sacerdoti che sono sofferenti e addolorati nel vedere le loro chiese rase al suolo… A tutti un caro ed affettuoso saluto di Pace e Bene, quella Pace e quel Bene che solo Dio sa mettere nei nostri cuori sconcertati e sofferenti».

Vostre Madre e Sorelle Clarisse di Camerino

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