1° novembre, la terra ha tremato ancora

L’Amministrazione comunale ha individuato quattro zone rosse interdette all’accesso per garantire l'incolumità delle persone

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Anche il 1° novembre la popolazione è stata svegliata da nuove scosse di terremoto, di cui la più forte è stata di magnitudo 4.7 localizzata tra Acquacanina, Fiastra e a Tolentino si sono aperte alcune nuove emergenze, perché a seguito delle segnalazioni, dei sopralluoghi e delle immagini dei droni si stanno riscontrando un alto numero di tetti caduti, danneggiati o con ampi squarci. Quindi la situazione è più grave del previsto e, in previsione della pioggia, annunciata fra un paio di giorni, l’Amministrazione comunale si sta adoperando per reperire un adeguato numero di coperture per evitare che l’acqua piovana aggravi la situazione già precaria di molti edifici già fortemente danneggiati dal terremoto.

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L’oratorio Don Bosco

Sul fronte delle persone sfollate l’amministrazione comunale ha confermato che sono circa 10mila cittadini che si trovano ad essere senza casa; però la maggior parte ha trovato una sistemazione autonoma. Inoltre circa 150 persone sono state ospitate in una struttura di Loreto ed è stata rafforzata la capienza dei punti di prima accoglienza che ospitano già più di 1.200 persone nei sei luoghi appositamente allestiti e le aree di sosta per camper e roulotte che accolgono oltre 2mila persone.

Le due parrocchie ancora funzionanti, Santa Famiglia e Spirito Santo (leggi qui l’articolo), stanno accogliendo molte persone nei locali per trascorrere le notti. Nei locali della parrocchia dello Spirito Santo sono accolte circa 220 persone; mentre in quella della Santa Famiglia, il cui quartiere risulta il più danneggiato della città, ospita circa 80 persone, il cui parroco, don Diego Di Modugno, ha invitato a non perdere la speranza, ma a ringraziare Dio per «avermi conservato in questa notte». Certo la situazione incomincia a farsi un po’ preoccupante, perché inizia ad arrivare il freddo e a mano a mano che si effettuano i sopralluoghi le case inagibili aumentano.

In piazza della Libertà molte persone in coda per chiedere un po’ di assistenza, mentre le strade del centro storico sono vuote, anche se Vigili del Fuoco e Protezione Civile, che stanno svolgendo un lavoro encomiabile insieme ai dipendenti comunali ed ai volontari, si stanno prodigando per renderlo agibile nel minor tempo possibile, in modo che possano riaprire le attività commerciali. Intanto un caldo sole novembrino ha consentito a molte persone di effettuare alcuni sgombri nelle proprie case lesionate, e fare una visita ai propri defunti al cimitero, che è agibile, ed ai bambini di giocare insieme spensierati. La gente si organizza e si aiuta per sistemare e mettere in sicurezza le case, commentando l’evento del terremoto. E nella città c’è un silenzio con traffico automobilistico quasi silenzioso.

L’Amministrazione comunale ha individuato quattro zone rosse che sono interdette all’accesso delle persone per garanzia della incolumità:

  • Zona 1 – via Fidi numeri civici 1, 2, 4, via delle caserme 8, vicolo Carità, via Ozeri numeri civici 46, 48, 50, 52, 54 (pericolo di crollo del campanile della chiesa ex Carità);
  • Zona 2 – primo tratto di via Filelfo da piazza della Libertà a piazza Mauruzi (pericolo di crollo della collegiata di San Francesco);
  • Zona 3 – via Valporro intera via (pericolo di vari crolli);
  • Zona 4 – traversa Santa Maria, vicolo del Triangolo, via Panunzi, via Sparaciari, via I Maggio, via del Popolo (pericoli di vari crolli).
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