«Anche per molti maceratesi questo era uno spazio sconosciuto, che invece oggi diventa un luogo della città che si presta anche ad attività di tipo culturale. Inaugurandolo, abbiamo voluto dare un piccolo segnale che, nonostante i tanti problemi, dobbiamo continuare sulla nostra strada». Con queste parole il rettore dell’Università di Macerata Luigi Lacchè ha inaugurato nel pomeriggio di ieri, giovedì 27 ottobre, l’Orto dei Pensatori, il cortile – risorto a nuova e luminosa vita – delle ex carceri tra via Illuminati e vicolo Tornabuoni, che originariamente fu orto del monastero di Santa Chiara e che, nell’Ottocento, divenne spazio per i detenuti del carcere attiguo.

«Si tratta di un luogo magico e apparentemente segreto, che lasciamo alla creatività delle persone, in particolare dei nostri studenti, e che ci collega ancora di più alla città», ha commentato Francesco Adornato, che dal 1° novembre guiderà l’Ateneo come rettore.
Al taglio del nastro non è mancato Pietro Marcolini che ha visto nascere il progetto quando era assessore della Regione. L’ente, infatti, ha finanziato il restauro con 500 mila euro, ai quali si sono aggiunti i 100 mila investiti dall’Ateneo. Presenti anche per la Diocesi maceratese monsignor Pio Pesaresi (in rappresentanza del vescovo Nazzareno Marconi impegnato nei sopralluoghi post sisma), per l’Amministrazione comunale il sindaco Romano Carancini e il vicesindaco Stefania Monteverde, e, per l’Unimc, il direttore generale dell’Ateneo Mauro Giustozzi, i direttori di dipartimento Carlo Pongetti ed Ermanno Calzolaio.

Il taglio del nastro con, da sinistra, Pesaresi, Adornato e Lacchè
Il taglio del nastro con, da sinistra, monsignor Pesaresi assieme ai rettori Adornato e Lacchè

Come ha spiegato l’architetto Francesco Ascenzi, responsabile dell’area tecnica dell’Unimc che ha elaborato il progetto il muro di cinta – vincolato dalla Soprintendenza – è stato trasformato in risorsa, permettendo di configurare e attrezzare il cortile in modo ottimale per ospitare eventi culturali e ludici, quali, ad esempio, convegni, manifestazioni, cinema all’aperto. Per aumentare la capacità di resistenza alle sollecitazioni sismiche, si è intervenuti sulla parte di muro che si affaccia su vicolo Tornabuoni e su quello in fase di ultimazione di via Illuminati.

All’interno del cortile, ampio circa 600 metri quadri, la pavimentazione, le panchine, l’illuminazione, il verde e la rete wifi gratuita contribuiranno a trasformare un’area storicamente chiusa alla città in luogo di incontro e di socializzazione, accessibile anche da parte delle persone con ridotta capacità motoria.

L’incontro e lo scambio tra la dimensione culturale dei vicini edifici universitari e la dimensione ricreativa dello spazio aperto realizzeranno un innovativo e ibrido luogo pubblico, capace di attivare meccanismi sociali di identificazione e di riappropriazione di un’area centrale del tessuto storico della città di Macerata.

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