Il 16 ottobre 2015 nasceva il Coro “Interrato”, un insieme eterogeneo di giovani provenienti da diverse realtà della Diocesi che cantano musica di vario genere, dal sacro al pop, e che partecipano a svariati tipi di eventi. Inizialmente il gruppo era stato creato per animare un unico evento; nemmeno la direttrice, Maria Chiara Tarulli, si aspettava che si sarebbe costituito un gruppo stabile che avrebbe continuato ad operare anche successivamente. È lei stessa a raccontarci di questo coro nell’intervista che abbiamo realizzato.

img-20161022-wa0016Che cos’è il Coro diocesano “Interrato”? Qual è stata l’idea che lo ha fondato?
Il Coro diocesano “Interrato” nasce un anno fa, il 16 ottobre 2015. Io faccio tuttora parte del centro missionario diocesano; allora avevo la necessità di coinvolgere ragazzi giovani per sensibilizzarli sul tema della missione. Per fare questo un’idea era quella di cercare di raggiungerli attraverso qualcosa che fosse appetibile; quindi ho deciso di approfittare della veglia diocesana missionaria che si sarebbe svolta di lì a poco nella Cattedrale di Macerata. La messa andava animata, e mi piaceva l’idea di invitare i giovani ad essere attori in prima persona per quell’occasione. Il mio intento era quello di riunire ragazzi provenienti dall’intera diocesi; perciò circa un mese prima dell’evento ho iniziato a girare per le varie parrocchie per andare ad incontrarli e, aiutata dal passaparola, sono riuscita a raggrupparne circa 20-25. Questo gruppo doveva servire solo e unicamente ad animare la veglia, ma poi quella sera don Luca Beccacece, dopo averci ascoltato, ci propose di cantare di nuovo per un’altra occasione, la GMG diocesana. Da lì abbiamo partecipato anche ad altri eventi, come “Abitare la strada”, in cui si susseguivano varie testimonianze sulla missione di persone venute da fuori. Attraverso quella serata c’è stata la svolta, perché siamo passati dal cantare solo musica sacra all’esibirci anche in canzoni di vario genere. Insomma, abbiamo letteralmente spiccato il volo.

Chi sono i ragazzi che costituiscono il coro?
I ragazzi vengono più o meno da tutta la diocesi, la maggior parte dalle realtà parrocchiali di Macerata. Questo, però, non è affatto un fattore discriminante, perché partecipano anche ragazzi non attivi in parrocchia. Comunque tutti vanno più o meno dai 18-19 anni in poi.

Perché questo nome “Interrato”?
Il nome nasce da un mio errore ortografico. A suo tempo avevo creato un gruppo Whatsapp per poter comunicare con questi ragazzi, e avevo inviato loro questo messaggio: “chiunque fosse interessato, mi faccia sapere”. O almeno era quello che avrei voluto scrivere, perché poi il correttore automatico del telefono ha scritto “chiunque fosse interrato” invece di “interessato”. Da quell’errore è nato il nome del coro.

Successivamente, ho potuto constatare concretamente che in fondo questo nome ci descrive pienamente, perché siamo ragazzi molto semplici e alla mano.

Qual è lo spirito che sta alla base del coro? Che cosa accomuna i ragazzi che ne fanno parte?
Ci accomuna il desiderio di cantare e la bellezza di creare serate come quelle fatte finora. Lo stile che abbiamo è particolare: alla fine dell’evento di maggio, che doveva essere quello finale per il coro, ho deciso di regalare ai ragazzi una pennetta, con dentro il video della serata e un file word in cui ho ringraziato tutti per il bel percorso che avevamo fatto insieme. Dal nulla mi sono trovata a fare una proposta: se lo desideravano, io ero disponibile a mantenere il gruppo in maniera definitiva e non più occasionale. In particolare, il mio obiettivo era quello di poter collaborare insieme secondo tre principi: onestà, relazione e valorizzazione. Con onestà intendo la possibilità di dire tutto quello che uno ha per la testa: fare proposte, esprimere pareri, perfino correggere i propri compagni. Insomma, il poter essere sinceri gli uni con gli altri. La relazione poi è alla base di tutto, perché il nostro coro non punta alla performance, ma a stare insieme in uno spirito di amicizia. Infine la valorizzazione, che è molto importante per me: ognuno dei ragazzi ha delle caratteristiche diverse che desidero vengano fuori. Nessuno verrà mai escluso: anche se ci fosse qualche membro un po’ più “stonatello”, verrebbe accolto ugualmente e con lo stesso calore degli altri, cercando appunto di valorizzare le sue qualità.

Tu sei molto giovane. Come sei approdata in questa avventura?
Due anni fa sono stata in Costa d’avorio, in Africa. È stata un’esperienza unica, che mi ha portato ad avvicinarmi alla missione, in particolare alla realtà del gruppo missionario diocesano, insieme ad Annamaria Cacciamani e padre Virgilio Agbessi. Scattò in me qualcosa, una riflessione molto profonda: questo mondo mi aveva donato tantissimo fino a quel momento, portandomi a scoprire cose che mai avrei immaginato.

I ragazzi di oggi non conoscono affatto queste situazioni, queste diverse realtà, quindi ho deciso di iniziare a lavorare per poterli avvicinare ad esse e sensibilizzarli sul tema della missione.

Inizialmente ho provato a fare questo attraverso la veglia diocesana dello scorso anno, poi invece abbiamo continuato a camminare insieme in questo percorso.

Che cosa ti auguri per questo coro? E qual è il messaggio che vorresti far arrivare agli altri giovani esterni a questa realtà?
Credo che il nostro coro non appartenga esclusivamente ad un contesto spirituale; tuttavia in esso coesistono valori molto importanti e veri. Per questo mi piacerebbe che anche altri ragazzi ne venissero a conoscenza. Capita spesso alla nostra età di essere scoraggiati o tristi; questa potrebbe essere un’occasione per valorizzare se stessi e non perdere la speranza. Non mi è mai capitato di trovare un clima di amore simile in altri posti.

Ogni giorno che passa mi rendo conto che per tutti, anche per coloro che non sono credenti o praticanti ma che fanno parte del coro, Dio passa e Gesù è sempre in mezzo a noi.

Ai miei splendidi ragazzi auguro sinceramente di divertirsi e di riuscire a calare la loro vita quotidiana, quello che sentono e che provano, nelle cose che facciamo, per potergli dare sfogo e trasformarlo in arte pura, mantenendo sempre la gioia che hanno nel cuore.

Coro «Interrato»

Flickr Album Gallery Powered By: Weblizar
Print Friendly

Comments

comments