In questi giorni, quando si ritrovano nell’Aula Paolo VI in Vaticano oltre 8mila cantori, organisti e direttori di coro provenienti da tutta Italia e anche dall’estero per il Giubileo delle corali e per vivere incontri di formazione con i più importanti musicisti liturgici italiani, ritengo che sia importante prendere coscienza su cosa sia la musica liturgica in Italia e in quale direzione stia andando.

Per aiutarci in questo consiglio la lettura di un agile libro di 126 pagine pubblicato nel 2013 dalle Edizioni Messaggero Padova “La musica liturgica in Italia. Cinquant’anni di fatti, idee, speranze” scritto da Mons. Antonio Parisi, sacerdote musicista dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto che è stato per oltre un decennio consulente per la musica liturgica dell’Ufficio liturgico nazionale della CEI. Con piglio vivace e mai scontato l’autore riflette a voce alta su alcuni temi che la riforma liturgica ha messo in atto coinvolgendo a pieno titolo la musica per la liturgia e affronta anche alcuni problemi non ancora risolti pienamente come la partecipazione dell’assemblea, la funzione del coro liturgico, gli strumenti e le forme musicali per la liturgia rinnovata.

Ma oltre alle problematiche più sostanziose, anche quelle sostanziali come il rispetto del silenzio, la solennità celebrativa, la formazione degli operatori, la costruzione ed efficacia di un repertorio musicale per la liturgia, le caratteristiche di un buon cantore solista, l’importanza del canto gregoriano.

L’analisi affronta anche i “problemi” più quotidiani, come l’animazione del rito del matrimonio e “l’annoso” problema dell’Ave Maria d’autore. Il testo si sviluppa in forma di narrazione semplice e piacevole accessibile a tutti, esperti e non che operano a livello di pastorale in genere oltre agli effettivi destinatari, cioè gli animatori musicali e liturgici.

La musica liturgica oggi in Italia è il risultato di un non facile periodo di transizione verso una nuova musica, un nuovo modo di esprimere il canto del celebrante e dell’assemblea. Nella presentazione del suo libro, Mons. Antonio Parisi esprime l’auspicio che il “presente diventi meno litigioso e più fecondo in un cammino comune di confronto sereno e condivisione gioiosa. In fin dei conti operiamo tutti per lo stesso fine: la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli. Anni fa mi rimase impressa l’espressione di un vescovo: in riferimento ai musicisti, usò questa frase: «Ah!, voi siete quelli che litigano sempre».”

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