Padre Giuseppe Scalella
Padre Giuseppe Scalella

Per i temi trattati e la profondità dei concetti espressi, ha suscitato notevole interesse il libro curato da Peter Seewald in cui si riporta la lunga intervista al papa emerito Joseph Ratzinger. “Benedetto XVI. Ultime conversazioni”, questo il titolo dell’opera (leggi qui l’articolo), sarà al centro dell’appuntamento promosso dal Circolo Culturale “Tullio Colsalvatico” (consulta qui il sito), con ospite l’agostiniano padre Giuseppe Scalelella. La presentazione del volume avrà luogo sabato 22 ottobre, alle ore 18, presso l’Auditorium della Biblioteca Filelfica di Tolentino. Abbiamo chiesto a padre Giuseppe alcune sue considerazioni.

coverPadre Giuseppe, si parla dell’intervista concessa a Seewald come del “testamento spirituale” di Benedetto XVI. Lei è d’accordo con questa opinione?
Sì, possiamo definirlo così. Per “ultime conversazioni”, tuttavia, non si intende un tempo cronologico, ma lo svelare da parte di Raztinger, in senso esauriente, degli avvenimenti della sua esperienza e della sua vita.

La scelta più importante che troviamo nel libro è quella delle dimissioni…
Molto importante è il chiarimento così esaustivo offerto da Benedetto XVI rispetto a questa vicenda, in principio e, forse per alcuni tutt’ora, ancora non ben compresa. In questo senso, colpisce la sua piena libertà: non è stato costretto da nessuna circostanza e da nessuna pressione esterna, è stato un gesto totalmente libero. Nell’intervista si approfondisce anche la funzione del papato, meno sacralizzata rispetto a come è stata concepita la figura del Papa dal Medioevo fino ai giorni nostri. Benedetto XVI non la sminuisce ma ne rende più evidente l’umanità rispetto alla funzione.

Ratzinger ha compiuto le sue scelte in piena libertà. Ha reso evidente l’umanità del Papa rispetto alla sua funzione di Pontefice

L'Auditorium della Biblioteca Filelfica
L’Auditorium della Biblioteca Filelfica di Tolentino

Tra le tematiche trattate vi sono l’amicizia con il papa Santo Giovanni Paolo II, ma anche alcuni aspetti dolorosi come gli scandali degli abusi sessuali del clero e i complotti del cosiddetto “Vatileaks”. Come li ha affrontati Benedetto XVI?
Ratzinger è consapevole della missione compiuta da Giovanni Paolo II, ma non poteva chiaramente ripeterla o perpetuarla. Ha preferito dare la sua impronta intervenendo per risolvere le problematiche che si sono verificate. Benedetto XVI lascia, infatti, a problema risolto.

Perché è importante, per un fedele o meno, leggere queste parole di Ratzinger?
Benedetto XVI appare un uomo, prima che un Papa, che dà spazio al mistero di Dio. Quando, all’inizio del suo pontificato, affermava di essere «un umile servo al servizio del Signore» è stato vissuto appieno nel suo “passo indietro” e, ancora oggi, fa parte della sua esistenza in ritiro nel monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano.

Benedetto XVI dà spazio nella sua vita al mistero di Dio: una testimonianza offerta da uomo e da Papa

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