Di seguito la testimonianza, già apparsa tra le pagine di Avvenire (leggi qui), di don Emanuele Marconi, ordinato sacerdote nel 2012 e formato nel seminario diocesano missionario “Redemptoris Mater”. 


 

Sono il secondo di cinque figli, nato a Macerata e ordinato presbitero il 12 maggio 2012. Mi sono formato presso il seminario diocesano missionario “Redemptoris Mater” di Macerata e attualmente sono viceparroco a Macerata e formatore nel Seminario. Ringrazio innanzitutto il Signore per i miei genitori, i miei catechisti e i formatori del seminario, che sin da quando ero piccolo hanno accompagnato il mio cammino di fede.

Pensando alla mia vita, posso dire che ho potuto seguire il Signore nella vocazione solo dopo aver conosciuto il suo amore e la sua bontà per me. Amore e bontà che ho incontrato nella Chiesa grazie al Cammino Neocatecumenale in cui sono entrato appena ricevuta la Cresima. In questo cammino di fede, vissuto insieme ad altri fratelli e sorelle in Cristo in una piccola comunità cristiana, il Signore mi ha dato luce per conoscere me stesso, il Suo amore nelle mie debolezze e nei miei peccati, la santità della storia che stava facendo con me, l’efficacia della Sua parola e la Sua paternità nella mia vita. Negli anni, man a mano che la presenza di Dio si faceva più forte in me, ho avvertito la Sua chiamata: a sedici anni ascoltando l’esperienza di un catechista itinerante ho sentito come un fuoco, il desiderio di vivere abbandonato all’opera dello Spirito Santo servendo il Signore ovunque Egli volesse.

Tutto questo mi spaventava: potevo fidarmi di Dio? Che ne sarebbe stato della mia vita? E poi non volevo diventare presbitero. Così per lungo tempo ho scelto di fare la mia volontà seguendo altre strade. Il Signore però è stato più forte di me, mi ha sedotto, ha lottato con me ed ha vinto, ed oggi sono molto più felice di quando cercavo di realizzare i miei progetti. Il momento di svolta della mia vita l’ho avuto a 26 anni. Era il 2002 e lavoravo come grafico pubblicitario a Macerata, ero fidanzato e stavo pensando al matrimonio. Provvidenzialmente il fidanzamento finì e mi resi conto che tutto quello che avevo realizzato nella vita non mi dava la felicità che tanto avevo cercato. È stato come un terremoto che ha fatto crollare tutti i miei progetti mettendomi in una condizione di povertà e di precarietà che mi ha fatto arrendere a Dio. Ho lentamente abbassato il muro della mia volontà e mi sono reso disponibile ad abbracciare la Sua volontà per me.

Mi sono così “alzato” per il seminario ed ho iniziato un tempo di centro vocazionale. Dopo un anno ho partecipato a un incontro rivolto ai ragazzi del Cammino Neocatecumenale che avevano sentito la chiamata di Dio. Due cose si richiedono a chi entra in un seminario “Redemptoris Mater”: che lasci tutti i suoi beni e che sia disposto a seguire Cristo in qualsiasi parte del mondo. In quel momento sono entrato in una crisi profonda; ho messo discussione la fede e la mia vocazione. Pensavo: Dio mi sta chiedendo troppo… non è per me… e se poi è tutto falso? Il Signore ha mandato un angelo ad aiutarmi, un catechista itinerante, da tantissimi anni in missione in Germania e oggi in cielo. Lui in due parole ha fotografato la mia situazione: «Tu sei come il giovane ricco – mi ha detto –; il Signore ti chiama a seguirlo, ma hai molte ricchezze e te ne andrai via di qui triste». Questa parola mi ha aperto il cuore, ho lasciato tutto e sono entrato in Seminario.

Da allora è iniziata un’avventura meravigliosa che mi ha portato in Albania, a Malta, a Taiwan, in Cina, a Macerata in diverse parrocchie seguendo i giovani nella Pastorale giovanile della diocesi. È una grazia annunciare il Vangelo soprattutto a tanti giovani che oggi hanno bisogno di incontrarsi con Cristo e hanno sete di una parola di vita che il mondo non offre. Benedetto il Signore per il suo amore e per tutto quello che sta realizzando nella mia vita.
Pregate per me.

Don Emanuele Marconi


 Leggi anche l’intervista a don Mario Malloni, rettore del seminario “Redemptoris Mater”, realizzata in occasione dei 25 anni dalla fondazione: Un seminario per la missione

Print Friendly

Comments

comments