Il tema delle eccedenze alimentari in Italia per il largo consumo (industria e distribuzione) vale circa 920 mila tonnellate all’anno sui 5,6 milioni di tonnellate di tutta la filiera agroalimentare, dai campi di coltivazione al consumatore.
Alla lotta allo spreco del cibo si è aggiunta anche una recente legge entrata in vigore nelle ultime settimane.

E’ stata, infatti, approvata in via definitiva dal Senato il 19 agosto, la Legge recante le Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi (legge Gadda, dal nome del primo firmatario). La Legge in questione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 30 agosto ed è entrata in vigore lo scorso 14 settembre. Il nuovo impianto normativo costituisce, a detta di molti operatori, il miglior esempio europeo al riguardo, essendo basata «sugli incentivi e sulla valorizzazione delle buone pratiche». La legge Gadda si inserisce, infatti, in un contesto internazionale nel quale la riduzione dello spreco degli alimenti costituisce un obiettivo sia a livello europeo (dimezzare entro il 2025 lo spreco alimentare ed entro il 2030 i rifiuti alimentari a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori), sia a livello mondiale secondo l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 12.3 dell’Onu (settembre 2015).

In Italia, a partire dalla Legge del «Buon Samaritano» del 2003, che aveva equiparato al consumatore finale le Onlus che effettuano a fini di beneficenza la distribuzione gratuita di prodotti alimentari agli indigenti, ci sono stati degli interventi legislativi che hanno regolamentato il complesso processo delle donazioni, lasciando però ampio spazio alle interpretazioni. Ora, con la nuova Legge, si giunge finalmente a fare la dovuta chiarezza sulla questione dello spreco alimentare.La Legge “Gadda” prevede in sintesi: un quadro regolamentare omogeneo in materia igienico-sanitaria, adozione di procedure standardizzate, eliminazione delle lungaggini burocratiche per gli adempimenti fiscali, incentiva i soggetti donatori ed amplia la platea dei beneficiari.

Il testo legislativo in questione si compone di 18 articoli e comprende «tutto ciò che serve a chi vuole donare prodotti alimentari», come ha dichiarato Vittore Mescia della Fondazione Banco Alimentare, la Onlus che, con le sue 21 sedi territoriali, raccoglie circa 7mila e 500 tonnellate dalla grande distribuzione e 13mila tonnellate dalla produzione, senza contare le altre fonti di approvvigionamento, come la giornata della Colletta alimentare che, da sola, “vale” 10mila tonnellate di cibo.

Mario Barbarisi

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