Venerdì 14 ottobre è iniziato il percorso di preparazione al Matrimonio cristiano della Vicaria di Treia.
Questa edizione si differenzia dalle precedenti poiché è accolta nelle stanze del chiostro dei frati minori del Santissimo Crocifisso di Treia, in quanto il terremoto del 24 agosto ha reso inagibile la Cattedrale della SS. Annunziata, sede consueta dell’itinerario. La bella occasione offerta da questo nuovo spazio è di farsi fotografare sotto il famoso Crocifisso, spostato al sicuro in una cappellina, più vicino che mai allo sguardo della gente.
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Hanno risposto all’appello circa 25 coppie di nuovi promessi sposi, insieme alle molte coppie di famiglie animatrici, alcune “storiche” altre salite a bordo di recente.

Parole di accoglienza e motivazione hanno aperto il cammino, seguite dalla presentazione briosa e agile delle famiglie animatrici, dei sacerdoti e di alcuni giovani sposi, compagni dei fidanzati in questo percorso. Persino una coppia d’oro ha spifferato qualche dritta, guardando alla loro vita insieme che dura da 50 anni: niente di trascendentale, solo pazienza, rispetto e limitata puntigliosità. Sarà una ricetta facile di realizzare? Più avanti, pochi minuti di lavori di gruppo hanno prodotto un’atmosfera familiare e distesa. Infine questo primo appuntamento si è sciolto dopo un breve momento di preghiera.

fidanzatitreia03Mettiamo a fuoco alcuni dei momenti citati, iniziando dall’introduzione di Don Gabriele Crucianelli che è stata specchio della sua appassionata energia e della sua gioiosa gentilezza.
Si fa strada nella sala, ripetuto a voce bassa e calda, il benvenuto. Benvenuti i fidanzati presenti, e benvenuti saranno i fidanzati che si aggiungeranno. Un benvenuto gioioso e sincero perché lo scopo degli animatori è accompagnare le coppie in un cammino che sveli loro la felicità. Una felicità che non fa rima con mediocrità ma che è insita nella Fede in Gesù.
Il cristiano non è musone, non si rinchiude triste “al sicuro” nelle chiese, ma si raccoglie nelle chiese per prendere la gioia e la forza del Signore e portarle fuori agli altri.
Quello proposto è un cammino di Fede, il cui requisito principale è l’apertura all’Amore di Dio. Disarmate le barriere difensive dall’accoglienza del gruppo, ciascuno percepirà la libertà di porre qualunque interrogativo ma anche la tranquillità di poter raccontare la propria storia senza incorrere in giudizi e censure. La speranza è che nascano nuove amicizie in grado di offrire aiuto e opportunità di confronto nelle difficoltà che si incontreranno dopo il matrimonio.

fidanzatitreia03Nessuno è escluso da questo cammino di Fede, perché una fede scalcinata, dubbiosa, scettica, critica non impedisce di avvicinarsi al Sacramento del Matrimonio.
Nessuno è giudicato, in quanto non ci sono maestri (uno solo è Maestro: Gesù): i sacerdoti e le famiglie animatrici sono amici e compagni di viaggio. Porteranno le loro diverse esperienze, chi di anni di vita sponsale, chi di anni accanto alle famiglie (questi ultimi smentiranno gli istintivi pensieri: i preti non hanno moglie, che ne sanno?).
Le giovani coppie e gli animatori cresceranno insieme sulle orme di Gesù.

fidanzatitreia04E infine, per chi si chiede se questo è il momento di “fare le carte”, la risposta è che la Chiesa non è un’azienda religiosa, non vende carte a garanzia limitata. La Chiesa è la famiglia dei figli di Dio, che sono stati amati gratis da Gesù e sono chiamati ad annunciare questo amore ai fratelli. La Chiesa non si identifica in una struttura e non è un ente legiferatore, che vieta e obbliga, ma orienta verso la gioia.

«Più che vincitori…» è il motto del corso di quest’anno, consapevoli che i puntini di sospensione stanno per «in virtù di Colui che ci ha amati». Infatti, i figli di Dio hanno già vinto tutto, come ci persuade San Paolo nella Lettera ai Romani: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? […] Chi condannerà? […] Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? […] Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore».

Quindi, non mancate! Fatevi questo regalo, uno dei più belli che possiate scambiarvi da fidanzati.

fidanzatitreia02L’invito ad ampio respiro è di frequentare questo corso di preparazione al Matrimonio, che sarà bello ed esigente. Esigente perché richiederà impegno per 6 mesi; bello perché il sentimento iniziale di paura o costrizione a partecipare si trasformerà in desiderio.

A metà serata, don Giuseppe Branchesi ha ricordato il recente regalo del Papa alle famiglie, l’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. La sua preziosità sta nell’aver chiamato tutti a comprendere l’importanza dell’amore tra uomo e donna e della famiglia, ma anche nell’aver guardato la realtà con gli occhi di Dio e aver ridato così uno sguardo d’amore alla società.

Un primo lavoro in gruppi, dove l’uomo ha presentato la sua donna e viceversa, ha suscitato le prime forti emozioni: la tenerezza è stata sovrana.

Il dipanarsi della serata ha raccolto i presenti nella cappellina sotto l’intimo e solenne sguardo del SS. Crocifisso, dove Padre Luciano Genga ha recitato e commentato la preghiera che San Francesco compose avanti al Crocifisso di San Damiano:
«O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen».

Riccardo e Josephin

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