L’artigianato marchigiano al 3° posto nell’economia circolare nazionale

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L’economia circolare è un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si tratta di un sistema opposto a quello definito “lineare”, che parte dalla materia e arriva al rifiuto. Confartigianato Imprese Macerata ha condotto un approfondimento su tema, soffermandosi in particolare ad analizzare il territorio regionale e provinciale.

Secondo la Commissione Europea l’economia circolare è definibile come quell’insieme delle tappe rappresentate da «progettazione, produzione e riproduzione, distribuzione, consumo, uso, riutilizzo, riparazione» le quali, partendo dalle materie prime, arrivano alla “raccolta dei rifiuti” i quali, in parte, sono espulsi dal ciclo descritto come rifiuti residui, mentre l’altra parte, con un procedimento noto come riciclaggio, viene immessa nuovamente nel ciclo produttivo: in altre parole, la logica dell’economia circolare prevede che i prodotti, progettati, realizzati e gestiti in modo da trasformare i rifiuti in risorse, con interventi lungo l’intero ciclo di vita degli stessi (riduzione delle quantità di materie necessarie, allungamento della vita dei prodotti, limitazione nell’uso di materie difficili da riciclare, progettazione ecocompatibile, manutenzione e riparazione, ecc.), mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile minimizzando la produzione di rifiuti e, al termine del ciclo di vita, le risorse restano all’interno del sistema economico venendo trasformate in modo da creare nuovo valore.

Dalla statistica è emerso che nel primo trimestre dell’anno sono 222.956 le imprese artigiane operanti nei settori dell’economia circolare, pari al 16,5% dell’artigianato totale, le quali danno lavoro a 471.505 addetti. Le Marche, con 6.855 imprese artigiane su 8.302 totali, fanno registrare una percentuale pari all’ 82,6% (3° posto tra le regioni italiane); tra le province spicca il dato di Macerata che, con l’86,0% (1.527 imprese artigiane su 1.776 totali), si colloca al 9° posto tra le province d’Italia. Tra le attività economiche in cui è più rilevante il peso dell’artigianato dell’economia circolare, compare la fabbricazione e riparazione di protesi dentarie (artigianato al 92,6%), la riparazione di impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli (87,6%), la riparazione di carrozzerie di autoveicoli (80,8%), l’installazione, manutenzione e riparazione di impianti idraulici, riscaldamento e condizionamento aria (80,4%), la riparazione e sostituzione di pneumatici per autoveicoli (76,1%), l’installazione, manutenzione, riparazione impianti elettrici (69,9%), la riparazione di computer e periferiche (66,1%).

Quindi grazie all’apporto delle imprese artigiane nell’ambito dell’economia circolare, essa consente di migliorare notevolmente l’ambiente: negli ultimi 10 anni il rapporto tra energia consumata e valore aggiunto prodotto dalle imprese si è ridotto, in Italia, del 18,8%; analoghi risultati si evidenziano dal lato delle emissioni da parte del sistema produttivo: tali emissioni (anidride carbonica, protossido di azoto, metano) risultano, in Italia, inferiori del 22,2% a quelle della media europea (Italia al 5° posto tra i Paesi virtuosi dell’Ue a 28). A conclusione dell’indagine Renzo Leonori, presidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata, ha così commentato: «Da questi dati emerge chiaramente che le piccole e medie imprese, tra le quali un ruolo preminente lo gioca l’artigianato, oltre ad essere il motore trainante dell’economia nazionale sono anche quelle che, contrariamente a quello che è il “comune pensiero”, inquinano di meno e rispettano maggiormente l’ambiente».

Oggi più di un’impresa artigiana con dipendenti su quattro (26,4%) effettua investimenti in prodotti e tecnologie “green” e il dato è soprattutto significativo nel nostro territorio: «Le Marche – ha concluso Leonori -, con il 27,1% (3.482 imprese green nel manifatturiero e nei servizi), sono al 1° posto tra le regioni, mentre Macerata, con il 27,5% (sono 795 le imprese artigiane green nel manifatturiero e nei servizi), occupa un brillantissimo 4° posto nella graduatorie per province».

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