La Comunità Papa Giovanni XXIII contro la tratta di esseri umani

Oggi, 18 ottobre, si celebra la giornata europea lanciata dall'Osservatorio Interventi Tratta del Dipartimento delle Pari Opportunità con l'hashtag #liberailtuosogno

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La Comunità Papa Giovanni XXIII per celebrare la giornata europea contro la tratta di esseri umani partecipa all’iniziativa #liberailtuosogno lanciata dall’Osservatorio Interventi Tratta del Dipartimento delle Pari Opportunità. Oggi, 18 ottobre, in numerose città italiane che aderiscono saranno lanciati dei palloncini con lo slogan/hashtag #liberailtuosogno. La Comunità Papa Giovanni scenderà in piazza a Verona, Bologna e Rimini. Un gesto piccolo per richiamare l’attenzione della popolazione italiana e europea sulla questione della tratta di esseri umani, e più in generale sulle necessità che tutti contribuiscano al contrasto dello sfruttamento e a “liberare” il sogno di tante donne, uomini e bambini che si trovano in simili condizioni.

Da anni la Comunità di don Oreste Benzi si batte contro la tratta degli esseri umani, con particolare attenzione alla tratta a scopo di sfruttamento sessuale (il 53% delle vititme di tratta è trafficato per prostituzione, e di questi circa un terzo sono minori). «Siamo consapevoli che è una lotta difficile, che ha bisogno di cambiamenti forti — sono le parole di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità —. Cambiamenti culturali, sociali, ma anche legislativi. Come Comunità stiamo chiedendo al parlamento e al governo italiani di varare una legge che segua il cosiddetto modello nordico, (che prende il nome dalle legislazioni svedese e norvegese). Una legge che prevede sanzioni per il cliente, in quanto rappresenta la domanda di un mercato turpe, in cui merce sono gli esseri umani. Anche la Francia da aprile l’ha fatto. I tempi sono maturi, in più gli stati, come la Germania, che hanno legalizzato la prostituzione hanno fallito».

Lo scorso luglio la Comunità Papa Giovanni XXIII ha lanciato la campagna “Questo è il mio corpo” per la liberazione delle vittime della tratta a scopo di prostituzione. Obiettivo della campagna è il sostegno a una proposta di legge che riconosca che il cliente è complice dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù, e punendolo si colpisce la domanda. La campagna si rivolge, con strumenti diversi, ai singoli cittadini, alle associazioni e agli enti locali perché si mobilitino per fare pressione sul parlamento nei rispettivi contesti.

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