«Dio chiama a scelte definitive, ha un progetto su ciascuno: scoprirlo, rispondere alla propria vocazione è camminare verso la realizzazione felice di se stessi. Dio ci chiama tutti alla santità, a vivere la sua vita, ma ha una strada per ognuno».

Le parole di papa Francesco suonano più che mai adatte per i giovani don Pietro Micheletti (a destra, nella foto) e don Francesco Zambelli che, sabato 29 ottobre, alle ore 18 nella parrocchia di San Catervo a Tolentino, riceveranno l’ordinazione diaconale per imposizione delle mani e preghiera consacratoria del vescovo diocesano, monsignor Nazzareno Marconi.

giovedi-santo-cop-640x493Pietro Micheletti, 33 anni, è il quarto di nove figli ed è originario di Bologna. «Provengo da una famiglia cristiana che fin da piccolo mi ha trasmesso la fede», racconta lui stesso, che, a quattordici anni, è entrato a far parte di una comunità neocatecumenale: dopo la maturità scientifica, lo studio della musicologia all’Università di Bologna. «Anche se stavo seguendo le mie aspirazioni – prosegue – la vita mi pareva vuota. Così, poco più che ventenne, ho sentito che il Signore mi chiamava a seguirlo. Non avrei mai trovato da solo il coraggio di lasciare tutto, ma grazie a Dio ho visto accanto a me tanti fratelli e sorelle della mia comunità che, pur avendo una vocazione diversa dalla mia, hanno rischiato tutto per affidarsi a Dio. La loro radicalità – conclude don Micheletti – mi ha incoraggiato a cominciare questa avventura col Signore». Dopo due anni di discernimento vocazionale, nel 2007 il giovane è entrato nel Seminario diocesano missionario «Redemptoris Mater» di Macerata. Conclusi gli anni di studio in seminario, per lui ha preso vita l’esperienza di missione in Cina, nella diocesi di Macao, insieme a un presbitero e a quattro famiglie in missione. Ritornato in Diocesi, don Pietro è stato inviato dal Vescovo nella parrocchia di San Catervo a Tolentino: ora sarà diretto a Roma per completare gli studi.

Ha invece 28 anni don Francesco Zambelli: nato proprio a Tolentino, è il terzo di quattro figli. «La mia vocazione nasce nella mia famiglia – racconta il ragazzo che si appresta a diventare diacono –, dove i miei genitori, fin da piccolo, mi hanno trasmesso la fede; è cresciuta nell’esperienza del Cammino neocatecumenale attraverso l’ascolto della Parola, i sacramenti e la comunione con i fratelli di comunità». Dal 2007 fino ad oggi, per don Zambelli la decisione di rispondere alla chiamata del Signore è arrivata a maturazione, anche per lui, nel Seminario diocesano missionario di Macerata, «attraverso la pazienza dei formatori, gli studi teologici e soprattutto l’esperienza di missione in Cina, dove ho avuto la grazia di servire i veri missionari: le famiglie con i loro figli, che rappresentano i primi evangelizzatori». Tornato dalla missione monsignor Marconi lo ha assegnato alla parrocchia di Santa Maria Assunta a Montecassiano, chiedendo anche a lui, nel frattempo, di proseguire gli studi teologici nella Capitale. «Grati a Dio per la sua fedeltà e il suo amore», entrambi i ragazzi che si apprestano a compiere un passo decisivo verso il sacerdozio chiedono a tutti «una preghiera» per il loro ministero.

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