Dalle Marche una mano tesa alla fragilità del territorio italiano

Dopo le tragiche cause dell’ultimo sisma, professionisti, istituzioni e cittadini sono stati chiamati ad intervenire in merito all’adeguata prevenzione e sicurezza che bisognerebbe adottare nel nostro paese. L’appuntamento si è tenuto alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Sarà proposta al Governo l'adozione di un certificato sulla vulnerabilità sismica degli edifici

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“È fondamentale andare oltre l’emergenza e comprendere, insieme alle istituzioni, come sia possibile attivare una corretta azione di prevenzione nel nostro Paese, specie dopo il terribile sisma dello scorso 24 agosto”. Così è intervenuto Roberto Renzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona, nell’ambito del convegno nazionale “L’Italia Antifragile”, un evento promosso dallo stesso ordine insieme a quello dei Geologi delle Marche e all’Anaci (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) che si è svolto ieri (giovedì 13 ottobre 2016, ndr) ad Ancona, presso l’Auditorium della Mole Vanvitelliana del capoluogo dorico. Un evento, questo, che ha invitato professionisti, istituzioni e cittadini a riflettere sul tema della prevenzione e della sicurezza delle nostre strutture, ma soprattutto sulla capacità del territorio di reagire e di rialzarsi dopo catastrofi naturali, come quella che soltanto un mese e mezzo fa ha colpito il centro Italia.

“Occorre soprattutto investire risorse sul territorio con una programmazione di medio o lungo periodo basata su una griglia di priorità” ha rilanciato Andrea Pignocchi, presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche. “Lo snodo fondamentale – continua – è quello di arrivare a un’adeguata conoscenza delle diverse aree attraverso la “zonizzazione sismica” con livelli di informazione calibrati sulla pericolosità indotta dal rischio sismico”. L’Italia è infatti un paese fragile sottoposto a un pericolo continuo e le famiglie che vivono in abitazioni appunto a rischio sono arrivate ad essere più di tre milioni: un dato assolutamente allarmante.

“È importante dotare la popolazione – ha spiegato Marco Cimarelli, presidente di Anaci Marche – di un libretto di istruzioni relativo alla propria abitazione. Per questo ci aspettiamo risposte concrete dalle istituzioni al fine di mettere nelle condizioni ogni soggetto, pubblico e privato, di effettuare un’adeguata manutenzione delle strutture.” Ecco allora che coscienza, volontà e azione sono le parole chiave per poter assicurare davvero un cambiamento. E dotare gli edifici di un certificato di vulnerabilità sismica potrebbe essere un primo passo verso una soluzione, come hanno concordato tutti gli intervenuti.
A proporlo sarà il Presidente della Rete delle Professioni Tecniche, Armando Zambrano, al governo nell’ambito del Piano “Casa sicura”.

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