«Vi ho chiamato Amici». Nei tanti racconti una sola Missione

I giovani della Diocesi si sono incontrati per raccontare le proprie esperienze di missione e "festeggiare” il compleanno di Padre Matteo Ricci e del seminario diocesano missionario "Redemptoris Mater”

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Quale modo migliore di festeggiare un compleanno se non in compagnia di amici che condividono le stesse ”passioni”? Era questo l’intento dell’Ufficio missionario diocesano che in collaborazione con Missio Giovani hanno proposto l’incontro di ieri sera, giovedì 6 ottobre. Una data significativa, che nel 1552 vide la nascita di Padre Matteo Ricci. «Macerata ha il dovere di ricordare questo compleanno speciale – ci dice don Alberto Forconi, direttore dell’Ufficio Migrantes -. La nostra città che ha dato i natali ad un così illustre missionario non può non dedicargli un ricordo speciale proprio in questo giorno». All’incontro era presente anche Marco Caldarelli, assessore al bilancio del Comune di Macerata che portando i saluti del Sindaco ha ribadito l’affetto verso il gesuita anche da parte della società civile.

Ad aprire la serata sono state del parole del vescovo diocesano monsignor Nazareno Marconi che ha ricordato i tanti motivi che rendono Macerata una diocesi particolarmente missionaria. Tra queste non poteva certo mancare il riferimento ad un altro compleanno, quello del seminario Redemptoris Mater che “coincidenza” vuole, sia nato lo stesso giorno di Padre Matteo Ricci, appunto il 6 ottobre di venticinque anni fa. Il seminario, che si dedica alla formazione dei futuri sacerdoti con la spiccata propensione verso la vita missionaria, ha ravvivato l’incontro grazie alla presenza dei tanti giovani ragazzi che vi studiano e che provengono da diverse parti del Globo.

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L’incontro ha proseguito intervallando momenti di riflessioni grazie alla lettura di alcune lettere del gesuita, alla visione dei video-racconti delle esperienze missionarie vissute dai vari gruppi e associazioni del territorio nel periodo estivo. Così Sermigo, Missioni Estere dei frati cappuccini delle Marche, Eumega, Sermit e Azione Cattolica, hanno condiviso con musica e immagini le loro esperienze di missione e lavoro; chi in posti lontani come l’Egitto, il Togo o l’Uganda, e chi invece facendosi “chiesa in uscita” a pochi chilometri da casa. Un video montaggio di fotografie ha ricordato anche i momenti vissuti alla Gmg di Cracovia, cui circa 200 giovani di diverse spiritualità, gruppi e cammini hanno partecipato. Ad animare la serata anche i brani proposti dal coro “interrato” diocesano, composto da giovani provenienti da diverse parrocchie.

Poi don Andrea Berardi, salesiano di don Bosco che sarà consacrato sacerdote domani, sabato 8 ottobre alle 16.30 nella chiesa dell’istituto salesiano di Macerata, ha riportato la propria testimonianza di missione, lontana nel tempo ma vicina al suo cuore. 

Prima della benedizione apostolica impartita dal Vescovo Nazzareno, concessa in via eccezionale a seguito della lettera inviata da papa Francesco per l’anniversario del “Redemptoris Mater” (leggi l’articolo), i seminaristi hanno intonato un canto nelle diverse lingue di appartenenza.

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