«Il ricordo di mio padre, del quale sono grato, confido sia l’omaggio agli sforzi di tutta una generazione. Di quegli uomini e di quelle donne impegnate, nel secondo Dopoguerra, a trovare tra loro elementi in comune basati su principi di onestà, cultura, altruismo e disponibilità». È un richiamo ai protagonisti del nostro tempo quello offerto dalle parole del figlio Giovanni nel ricordare il padre Dante Cecchi, “il professore del sorriso”, a un anno dalla morte (il 22 luglio 2015, leggi qui l’articolo). Un messaggio pronunciato in un luogo importante per la città di Macerata, la Sala Castigioni della Biblioteca Mozzi-Borgetti, di fronte a parte della platea di intellettuali e rappresentanti delle Istituzioni e della società civile riuniti, nella conferenza stampa odierna, per presentare il sunto di un lavoro iniziato da mesi (leggi qui l’articolo) e che culminerà l’8 ottobre, alle ore 16, al Teatro Lauro Rossi.

Dante Cecchi, "il professore del sorriso"
Dante Cecchi

Capofila, il Centro di Studi storici maceratesi, presieduto, in attesa del convegno annuale e del rinnovo delle cariche del 19 e 20 novembre (il tema sarà “La storia della musica nel Maceratese”; leggi qui l’articolo sull’appuntamento del 2015 dedicato alla Grande Guerra), dal prof. Alberto Meriggi, visibilmente commosso nel porre omaggio a Cecchi, fondatore nel 1965 della stessa Istituzione, insieme allo storico presidente prof. Pio Cartechini (leggi qui l’articolo) e al dott. Aldo Adversi. «Cecchi è stato, oltre a una personalità illustre della cultura marchigiana, anche un uomo affidabile, affabile, responsabile e accogliente», ha affermato Meriggi, descrivendo idealmente quel patrimonio morale da trasferire ai giovani e ai membri delle attuali classi dirigenti. «Educatore culturale stimatissimo – ha concluso Meriggi -, è possibile definirlo il rappresentante della miglior gioventù maceratese dopo la Seconda Guerra mondiale».

Da sinistra, Giovanni Cecchi, Stefania Monteverde, Alberto Meriggi e Nazzareno Gaspari
Da sinistra, Giovanni Cecchi, Stefania Monteverde, Alberto Meriggi e Nazzareno Gaspari

Con soddisfazione, Meriggi ha poi presentato il volume “Dante Cecchi. L’avventura di un intellettuale nelle Marche del Novecento” (fortunato titolo proposto dal giornalista Maurizio Verdenelli, tra gli autori), distribuito gratuitamente (280 copie) proprio l’8 ottobre ai presenti a Teatro. «Per l’occasione, la Regione Marche ha raddoppiato la tiratura rispetto alla consuetudine per i Quaderni del Consiglio regionale – ha aggiunto -, mentre già è in programma una prima ristampa». Tante, ben 11, le testimonianze raccolte per un documento di 312 pagine e 38 foto riguardanti la storia di Dante Cecchi – ha continuato il presidente del Centro di Studi storici maceratesi -, dall’impegno accademico a quello teatrale, dalla vita nella Macerata di allora ai racconti del figlio Giovanni, fino all’impegno politico-amministrativo (Cecchi è stato assessore alla Cultura e vice sindaco di Macerata).

Fabio Macedoni illustra la rassegna dedicata alle opere dialettali di Dante Cecchi
Fabio Macedoni illustra la rassegna dedicata alle opere dialettali di Dante Cecchi

Promotore principale dell’evento è proprio il Comune di Macerata: «Il lavoro che presentiamo oggi è il risultato di un sentimento comune del quale l’Amministrazione e il Consiglio comunale si sono fatti partecipi – ha affermato la vice sindaco Stefania Monteverde -, non poteva essere altrimenti, data la caratura morale e culturale di Dante Cecchi, ma è da sottolineare vista anche la collaborazione innescata tra varie e così importanti Istituzioni. Un anno in cui molte realtà si sono “prese cura” di creare un percorso condiviso».

La consigliere Ninfa Contigiani illustra il contributo del Consiglio comunale di Macerata
Ninfa Contigiani, intervenuta per Consiglio comunale di Macerata

Tra queste l’Accademia dei Catenati, del quale Cecchi, esempio unico in oltre 400 anni di storia, è stato socio per 70 anni; l’Università di Macerata; la Deputazione di Storia Patria; la Fondazione Carima; la già ricordata Regione Marche; e, non ultime, data l’importanze delle pubblicazioni prodotte, le compagnie dialettali della Uilt che, come confermato dal prof. Fabio Macedoni, daranno inizio, dal 22 gennaio 2017, a una speciale rassegna (location il Teatro Lauro Rossi e il Teatro Don Bosco di Macerata) e promuoveranno la ripubblicazione integrale delle sei opere a firma di Dante Cecchi (leggi qui l’articolo).

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