La Regione Marche, nel sessantesimo dalla tragedia di Marcinelle ha scelto di non dimenticare le vittime, ma anzi di segnare e celebrare, insieme alla Federazione regionale dei Maestri del Lavoro questo anniversario sabato 1° ottobre con una manifestazione commemorativa in due luoghi simbolo del lavoro in miniera: a Cabernardi, nel comune di Sassoferrato, nel sito di quella che era la più grande miniera di zolfo d’Europa, e a Bellisio Solfare, vicino Pergola, sede della raffineria di zolfo.

Il disastro del Bois du Cazier, il pozzo in cui scesero la mattina dell’8 agosto 1956 anche 136 italiani periti nell’incendio – tra i quali le 12 vittime, tra i 26 e i 49 anni, dalle Marche, regione che ha pagato un tributo elevato in questa tragedia (la terza, dopo l’Abruzzo con 60 vittime e la Puglia con 22) -, fu un evento oltremodo doloroso, che sconvolse il mondo per molte settimane e che portò all’attenzione dell’opinione pubblica anche le disumane condizioni in cui si trovavano ad operare i nostri minatori emigrati: quasi schiavi, deportati in carri bestiame, considerati alla stregua dei cavalli impiegati per trasportare il carbone.

marcinelle-prima-pagina-giornale-9-agosto-1956Una “giornata della memoria”, che inizierà alle 10 a Bellisio Solfare con l’apposizione di una targa ricordo nella ex scuola elementare e proseguirà con un’analoga cerimonia al Parco Archeominerario di Cabernardi. Qui, a partire dalle 11, la cerimonia commemorativa con gli interventi di: Luca Ceriscioli, governatore delle Marche; Francesco Baldelli, sindaco di Pergola; Ugo Pesciarelli, sindaco di Sassoferrato; MdL Iridio Mazzucchelli, console regionale dei Maestri del Lavoro d’Italia; Carlo Evangelisti, presidente del Parco dello Zolfo delle Marche; MdL Ugo Ruggeri, 2° consigliere Nazionale per le Marche; MdL Fausto Spegni, che modererà il dibattito.

Sarà questa, inoltre, l’occasione per rinnovare l’impegno della gente marchigiana a favore dell’immigrazione, memore delle vicissitudini di tanti marchigiani emigrati in tutto il mondo e una riflessione sul ruolo delle Istituzioni a garanzia della sicurezza sul lavoro.

«Dopo sessant’anni – ha affermato Ceriscioli – è ancora vivo il ricordo per i marchigiani della tragedia di Marcinelle. Ci rammenta che gli italiani, i marchigiani sono stati un popolo di migranti, ci insegna il valore del lavoro e della sicurezza sul lavoro. Temi che ancora oggi sono di grande attualità e di riflessione».

Hanno aderito con entusiasmo a questa giornata del ricordo anche alcuni familiari delle vittime, ex minatori dal Belgio e circa 200 Maestri del Lavoro provenienti da tutta la Regione. Già da settembre, poi, sono state coinvolte le scuole marchigiane – saranno presenti alla cerimonia, infatti, anche cinquanta alunni del Liceo scientifico di Sassoferrato – alle quali sono state proposti dibattiti, proiezione di filmati e documentari sull’emigrazione storica e moderna per sollecitare riflessioni e iniziative.

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