La Peregrinatio Mariae a Macerata

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2016-10-09-peregrinatio-mariae-up01-02-03-04-05Nell’anno del Giubileo la nostra Chiesa diocesana ha offerto diverse proposte per incontrare la misericordia del Padre. Nella prima parte dell’anno ci si è mossi dalle 20 unità pastorali in pellegrinaggio verso la Porta Santa del Santuario della Madonna della Misericordia, patrona della nostra diocesi. Con sorpresa e gioia abbiamo visto che questa iniziativa ha coinvolto diverse migliaia di persone ed è stato un bel segno di collaborazione e di comunione tra le unità pastorali che si stanno avviando in diocesi.

Nella seconda parte dell’anno una copia del quadro della Madonna Misericordia è stata accolta nei comuni della diocesi e nelle parrocchie e ha radunato una moltitudine di persone che si sono incontrate in chiesa e nelle case dove si è vissuta l’esperienza dei centri di ascolto e di prima accoglienza. Per le parrocchie della città di Macerata, la Peregrinatio Mariae sarà vissuta come una Settimana della Misericordia, e avrà la struttura di una “missione popolare” scandita da momenti di celebrazioni comuni – come l’inizio della missione, l’adorazione eucaristica, il rosario meditato, la celebrazione conclusiva – ma avrà il suo fulcro nei Centri di ascolto della Parola che saranno diffusi su tutto il territorio cittadino. È una proposta che cerca di realizzare la sollecitazione a essere una “Chiesa in uscita”, tante volte rinnovata da papa Francesco. Non solo accogliere le persone che vengono in chiesa e frequentano la parrocchia, ma andare noi, accostarci a tutti, essere un segno della misericordia del Signore dentro il condominio, nella via in cui abitiamo, negli incontri della nostra vita quotidiana.

Viviamo in un tempo che patisce un individualismo egoistico ed è segnato dalla cultura dell’indifferenza… questa piccola proposta vuole aiutarci a uscire, a incontrarci, a fare fraternità con tutti, a prenderci cura e accogliere chi è vicino a noi fisicamente, ma a volte tanto lontano nella relazione e nella condivisione di vita. Si tratta di un’occasione in cui le famiglie hanno la possibilità di aprire la propria casa all’accoglienza di amici, di vicini e di conoscenti che, insieme, vogliono, due volte la settimana, ascoltare e spezzare la parola di Dio. Sicuramente, in una stagione come la nostra, dove non ci si incontra più, ma si passa l’uno vicino all’altro sfiorandosi senza guardarsi nel volto, come ricordato pochi giorni fa da papa Francesco.

Vogliamo vivere questa esperienza non tanto come un evento, un episodio a scadenza subito esaurito, ma come una proposta che può continuare nel tempo, con la possibilità di incontrarci ancora in Avvento, in Quaresima, nel tempo pasquale o nel mese di maggio, nella speranza che siano abbattuti i muri dell’indifferenza e si costruiscano i ponti della fraternità, dell’amicizia e della condivisione. Siamo tutti chiamati a essere missionari, a uscire dalle nostre paure, timori, ritrosie e fare la proposta di un momento di preghiera e di fraternità aprendo le porte della nostra casa, invitando chi è vicino a noi, facendo sentire la presenza di una Chiesa che è madre e che come tale vuole bene a tutti i suoi figli; il cui unico obiettivo è aiutare ognuno a incontrare la misericordia del Signore che non vuole lasciare fuori nessuno, che non è lontano da nessuno, che accoglie tutti a braccia aperte e dona speranza a tutti. Non ci attendiamo miracoli straordinari, ma desideriamo che ci sia il miracolo del quotidiano, il miracolo di una porta aperta, di una famiglia accogliente, di un sentirsi chiamati e non scartati, di una fraternità ritrovata.

 

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