Sesso e video: la comunità sia responsabile anche sul web

Il commento del presidente regionale dell'Airt all'ennesimo caso di suicidio dopo la diffusione virale di video hard amatoriali

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«Si è tolta la vita impiccandosi con un foulard nella abitazione dove si era rifugiata da qualche tempo con la madre, per sfuggire al clamore mediatico sollevato dai video hard che la ritraevano e che erano finiti in rete a sua insaputa, diventando virali. La donna, 31 anni, era rimasta fortemente segnata da questa vicenda: il video era diventato virale tanto da costringerle ad avviare le procedure per il cambio del cognome». (Ansa, 13 settembre 2016)

Senso di umana responsabilità sarebbe necessario da parte di tutti: chi pubblica, chi condivide, chi riprende e chi si fa riprendere. Se si colpevolizza soltanto chi pubblica o condivide si commette un macroscopico errore di prospettiva. Bisogna educare adulti e giovani a combattere la superficialità e riscoprire il senso del limite, ci domandiamo e vi domandiamo se una qualche influenza l’abbia esercitata una certa narrazione della sessualità, che a livello mediale (cinema, tv, web…) è sempre più banalizzata ed estremizzata.

Non si tratta tanto di pretendere censure da parte di terzi, ma sano autocontrollo e responsabilità da parte di una “comunità umana” sempre tentata dal pensiero che ad essere educati debbano essere soltanto gli altri…e poi, che male c’è? La grande assente dalle nostre scuole è la media education, lasciata all’iniziativa di pochi pionieri che ci provano quasi sempre da autodidatti.

Bisogna educare all’uso consapevole di certi strumenti, senza trascurare il cuore dell’uomo la sua sete d’infinito, d’amore e le sue fragilità. Questa è da sempre la mission dell’Aiart. Da anni siamo a disposizione gratuitamente per incontri formativi che aiutano a conoscere meglio gli strumenti, rimettendo al centro la persona, piena di ricchezza e di mistero. Per questo scegliamo di non giudicare nessuno in questa storia e di pregare per tutti coloro che sono stati coinvolti o toccati da questa tragedia… nell’anno della misericordia.

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