«Se fosse avvenuto di giorno, probabilmente non staremmo neanche qui a parlarne». C’è consapevolezza del rischio scampato ma, soprattutto, una naturale amarezza nelle parole di Bruno D’Innocenzo, “tuttofare” (come si definisce) nell’azienda di famiglia, la Premiata Apicoltura Sileoni di Tolentino. A dieci giorni dal terremoto del 24 agosto, infatti, gli effetti della terribile onda d’urto sono ancora ben visibili sui volti degli uomini e sugli edifici, anche nel Maceratese. Non solo palazzi storici, pubblici e privati, luoghi di culto e abitazioni, ma anche luoghi di lavoro.

Bruno D'Innocenzo
Bruno D’Innocenzo

Aziende come quella del signor Bruno, stabilmente leader di un mercato del miele che non può permettersi il tempo di aspettare la ricostruzione, nonostante la grande distribuzione, consapevole del valore di questa realtà – ben 800 famiglie di api per circa 40 milioni di api – abbia comunque dimostrato la sua disponibilità. Rispetto alle prime ore post sisma, «quando trovammo i macchinari sepolti da un metro e mezzo di mattoni», ricorda D’Innocenzo, un primo sorriso sembra voler uscire dagli occhi dell’imprenditore, anche se la strada è ancora lunga prima della ripresa lavorativa.

La Premiata Apicoltura Sileoni aveva (e «riavrà, se arriveranno gli aiuti promessi») la sua sede all’interno della chiesa della Pace, sconsacrata e risalente al Seicento, che l’impresa ha voluto ristrutturare in memoria dei tanti tolentinati devoti a questo luogo, oltre che per evitare che diventasse uno spazio abbandonato. «Abbiamo subito dai 250 ai 300mila euro di danni – afferma -, fra la struttura, le scorte andate perse e parte dei macchinari. Inoltre, anche il solaio (che divide l’altezza della chiesa, di 13 metri, in due spazi, ndr) è da rinforzare se non da rifare».

Tra i gesti di solidarietà, anche l’offerta di un privato di Macerata, disponibile a cedere alcuni spazi per il trasferimento temporaneo dell’azienda: «Già nelle prime ore, alcuni colleghi ci hanno aiutato nell’estrazione e nei trattamenti del miele – aggiunge -, altri si sono offerti per ospitare l’impresa a prezzi davvero irrisori. Non credevo di poter assistere a gesti di così umana vicinanza». Tuttavia, D’Innocenzo, anche grazie all’aiuto del Comune di Tolentino, spera di rimanere in città: «Ora bisogna rimboccarsi le maniche».

Premiata Apicoltura Sileoni: I Danni All’azienda Nell’ex Chiesa Della Pace

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