1996-2016, vent’anni senza don Franco Giustozzi

La comunità di Passo di Treia ricorderà il sacerdote, parroco dal 1975 fino alla sua morte, sabato 10 settembre, alle ore 19, presso la chiesa della Natività della B. V. Maria

0
958


d-franco-f-1-001«Dobbiamo tutti sentirci impegnati a continuare la nostra collaborazione e il nostro servizio, perché questa comunità cresca nella fede, nella speranza e nella carità»
. Sono passati 20 anni dall’invito rivolto da mons. Giuseppe Orlandoni alla popolazione di Passo di Treia. Un auspicio, e insieme una promessa, pronunciato durante le esequie di don Franco Giustozzi, morto il 10 settembre 1996 (era nato il 1° dicembre del 1929) e parroco nel paese, nella chiesa di Sant’Ubaldo, fin dal 1975.

Sabato, alle ore 19, mons. Giancarlo Vecerrica, Vescovo emerito della Diocesi di Fabriano-Matelica, celebrerà la messa di suffragio nella chiesa della Natività delle Beata Vergine Maria. Un luogo caro a don Franco, nonostante non sia riuscito a vederne l’inaugurazione (avvenuta nel 1999), nel piazzale che porta il suo nome e a pochi metri da un altra struttura significativa per la vita del sacerdote: la Scuola materna Elettra Caracini, di cui è stato a lungo responsabile.

Passo di Treia, 24 dicembre 1995, concelebrazione nella chiesa di s. Ubaldo presieduta da mons. Giuseppe Orlandoni in occasione dell'avvio ufficiale dei lavori per la nuova chiesa - Foto Archivio privato Ivano Palmucci
Passo di Treia, 24 dicembre 1995, concelebrazione nella chiesa di s. Ubaldo presieduta da mons. Giuseppe Orlandoni in occasione dell’avvio ufficiale dei lavori per la nuova chiesa – Foto Archivio privato Ivano Palmucci

«Il mio ricordo di don Franco è di un prete moderno, appassionato e dedito al suo popolo», ha affermato mons. Vecerrica. «I suoi modi originali lo rendevano, oggi si direbbe, “fruibile”, amico di tutti; uno stile di vita del sacerdote che oggi non può che essere attuale. Lo ricordo come un “profeta” della Chiesa del futuro – ha aggiunto -, perché ha vissuto il passaggio tra prima e dopo il Concilio Vaticano II (dal 1962 al 1965, ndr). Don Franco ha anticipato la modernità della Chiesa – ha concluso il Vescovo emerito -, una Chiesa che sa dialogare con tutti ed essere in compagnia del popolo».

Come confermato anche da mons. Vecerrica, l’esempio lasciato dal parroco ha rafforzato il senso dell’omelia di mons. Orlandoni (dal 1985 al 1997 vicario generale a Macerata, prima di essere nominato Vescovo di Senigallia, ndr), che solo pochi mesi prima aveva dovuto piangere la più alta figura di riferimento dei fedeli della Diocesi e per quei passotreiesi che aspettavano da tempo il sorgere della nuova chiesa: il Vescovo Tarcisio Carboni (leggi qui l’articolo), vittima di un incidente stradale il 20 novembre del 1995.

Passo di Treia, 24 dicembre 1995, Comitato parrocchiale per la costruzione della nuova chiesa e amministratori comunali - Foto Archivio privato Ivano Palmucci
Passo di Treia, 24 dicembre 1995, Comitato parrocchiale per la costruzione della nuova chiesa e amministratori comunali – Foto Archivio privato Ivano Palmucci

Che la comunità sia “cresciuta” lo si è poi potuto ammirare ancora una volta l’8 settembre, in occasione delle celebrazioni della Madonna del Ponte (leggi qui l’articolo). Un preludio, «nella fede, nella speranza e nella carità», a un passaggio di consegne che, quasi simbolicamente e a pochi giorni dal ricordo di don Franco, avverrà lunedì 12 settembre, alle ore 21, nel corso della Messa officiata dal Vescovo Nazzareno Marconi per l’ingresso ufficiale nella parrocchia di don Gabriele Crucianelli (leggi qui tutte le nomine in Diocesi).

Un altro religioso legato a Passo di Treia è don Giuseppe Verdenelli, ora all’Abbazia di Rambona, a Pollenza, il quale ha condiviso con don Franco gli anni della permanenza nel paese. «Dall’impegno per la nuova chiesa, all’asilo Caracini, fino alla fondazione della Pro Loco – ha dichiarato il sacerdote -, in venti anni ha sudato “sette camicie” per la sua azione pastorale. Bisogna ammettere che da alcuni è stato incompreso, a volte anche attaccato ingiustamente – conclude Verdenelli -, ma la maggioranza dei passotreiesi gli è grata per quanto realizzato».

Passo di Treia, 4 dicembre 1995, benedizione degli scavi per la nuova chiesa dedicata alla Natività della B. V. Maria. Al microfono, Maurizio Cervigni per il Comitato parrocchiale - Foto Archivio privato Ivano Palmucci
Passo di Treia, 4 dicembre 1995, benedizione degli scavi per la nuova chiesa dedicata alla Natività della B. V. Maria. Al microfono, Maurizio Cervigni per il Comitato parrocchiale – Foto Archivio privato Ivano Palmucci

Tra i progetti intrapresi da don Franco, la realizzazione della chiesa della Beata Vergine Maria rimane forse il più significativo, avendo offerto una “casa” più adeguata alle esigenze di una frazione in continua crescita, con l’arrivo di famiglie anche dai paesi limitrofi, attratte da opportunità lavorative. L’idea maturò negli anni Settanta con don Enrico Pettinari e, all’epoca, venne predisposto anche un primo progetto da parte dello studio Marcelletti, prima che a occuparsene definitivamente fu il compianto architetto Saverio Folchi Vici (leggi qui l’articolo). Successivamente, nel 1991, venne acquisito il terreno necessario all’edificazione (fu acquisito a prezzo agevolato dall’Opera di Cultura Religiosa di Villa Lazzarini dell’Istituto S. Giovanni Battista e della Congregazione S. Giovanni Battista Precursore di Parma, ndr), mentre nel 1995, don Franco riuscì, poco prima della sua nascita al cielo, a benedirne le prime pietre.

Passo di Treia, 4 dicembre 1995, benedizione degli scavi per la nuova chiesa dedicata alla Natività della B. V. Maria. Alla destra di don Franco, don Giuseppe Verdenelli - Foto Archivio privato Ivano Palmucci
Passo di Treia, 4 dicembre 1995, benedizione degli scavi per la nuova chiesa dedicata alla Natività della B. V. Maria. Alla destra di don Franco, don Giuseppe Verdenelli – Foto Archivio privato Ivano Palmucci
Print Friendly

Comments

comments