È stata presentata ieri, 7 settembre, dal consigliere regionale Luca Marconi, capogruppo UDC, la proposta di legge della Repubblica concernente la disciplina per l’apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi. Se il Consiglio regionale l’approverà, questa sarà l’unica proposta di legge statale d’iniziativa di una regione che va ad unirsi ad altre presentate dagli stessi parlamentari e ad una di iniziativa popolare.

Il consigliere regionale Luca Marconi
Il consigliere regionale Luca Marconi

L’obiettivo della legge – si legge nel comunicato diramato a mezzo stampa – è la modifica del Decreto Legge, fatto approvare dal Governo Monti nel 2011, che prevede la totale liberalizzazione delle aperture degli esercizi commerciali in qualsiasi giorno dell’anno e in qualsiasi orario. Questo adeguamento “all’europea” si è dimostrato un inutile e disastroso sacrificio. Inutile perché non ha prodotto nessun significativo aumento del volume delle vendite e non ha neanche un po’ drenato la diminuzione dei consumi in questo periodo di crisi. E’ stato, invece, un disastroso sacrificio per i lavoratori dipendenti del commercio e le loro famiglie, ma anche per i piccoli esercenti. Infatti, l’enorme concorrenza dei grandi centri commerciali ha provocato la chiusura di migliaia di piccoli esercizi di negozianti che comunque garantivano un servizio anche nei più piccoli centri.

Oggi per comprare ci si deve spostare per decine di chilometri in milioni di consumatori con aumento dell’inquinamento e aumento di spesa per i consumatori stessi, che forse non tengono nel dovuto conto il fatto che lo sconto del supermercato non sempre compensa il prezzo pagato per il carburante.

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Infine – prosegue il comunicato -, il disastro delle famiglie dei lavoratori dipendenti del commercio costretti a lavorare per molti giorni festivi, a volte per tutti i giorni festivi dell’anno, in quanto sostituiscono il lavoratore più anziano che fa meno turni domenicali. E’ in atto un vero e proprio movimento contro le logiche delle lobby della grande distribuzione che insistono sulla strada della concentrazione, del libero orario e degli sconti per poter eliminare completamente ogni concorrenza. Questa tendenza all’oligopolio commerciale va fermata immediatamente a beneficio della libera concorrenza e, quindi, dei consumatori, ma anche dei lavoratori interessati al giusto riposo settimanale, oltre al recupero della dignità sociale della domenica.

In assenza di questo, infatti, rischiano di morire tutte le iniziative di socializzazione extra-lavorative e si finisce per trasformare un popolo in una massa indistinta di soggetti che vivono per guadagnare e spendere. Per queste laicissime ragioni, profondamente umane, continuerò a battermi in ogni sede perché si ritorni al vecchio regime di apertura dei negozi limitata a poche ed eccezionali domeniche dell’anno e, comunque, mai nei giorni di festa extra domenicali, e cioè Capodanno, Epifania, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Anniversario della Liberazione, Festa del Lavoro, Festa della Repubblica, Ferragosto, Tutti i Santi, Immacolata Concezione, Natale e Santo Stefano.

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