Si è appena concluso con 1478 aziende partecipanti su una superficie di 63428 m2 il Micam di Milano, giunto quest’anno alla sua 82° edizione. Protagonisti della fiera internazionale della calzatura ben 651 aziende straniere e 827 italiane presenti con i propri stand. Le Marche si confermano la terza regione per export di calzature, dopo il Veneto e la Toscana. I dati congiunturali dei primi tre mesi del 2016 evidenziano una leggera contrattura delle vendite delle aziende marchigiane e i mercati in cui le vendite crescono, sono quelli europei (Germania su tutti, con un +1,7% rispetto ai primi tre mesi del 2015) e statunitensi (+3,9%), mentre soffre ancora il mercato russo (- 21,1%).

Storia2«Le aziende marchigiane che hanno partecipato quest’anno al Micam sono state 207, di cui 126 da Fermo, 68 da Macerata, 6 da Ascoli Piceno, 3 da Ancona e 4 da Pesaro Urbino. Per quanto riguarda le aziende artigiane di Confartigianato, 60 sono le imprese 100% Made in Italy che hanno partecipato alla kermesse – afferma Paolo Capponi, responsabile ufficio export di Confartigianato Imprese Macerata. Il feedback ricevuto dai nostri artigiani alla fine della Fiera è stato cautamente positivo. I buyer interessati alle collezioni artigiane sono stati, tra gli altri, quelli provenienti dalla Polonia, Giappone, Estonia, Germania, Kazakistan, Corea, e Australia, con una significativa accelerazione di buyer dall’Ucraina, dalla Spagna e dalla Svizzera. Quest’ultima ha infatti avuto un’ulteriore crescita e si rivela sempre di più un mercato interessante per le nostre piccole aziende. Mancano ancora comunque gli ordinativi dai mercati come quello russo, cinese e francese».

«Rispetto all’ultima edizione – sottolinea poi Moira Amaranti, titolare del calzaturificio Sergio Amaranti e neo Presidente della Calzatura di Confartigianato Imprese Macerata – noi artigiani possiamo considerarci moderatamente soddisfatti. La quasi totalità dei buyer presenti erano alla ricerca di un prodotto di alta gamma, non griffe da rivendere ad un prezzo concorrenziali ma da affiancare a collezioni più blasonate, purché garantiscano la totale italianità della produzione. È giusto che le nostre aziende artigiane investano in percorsi di internazionalizzazione sempre più mirati e ad hoc, – continua Amaranti – la nostra Associazione lavora molto da questo punto di vista, organizzando percorsi formativi sull’export, Incoming di settore di operatori esteri nella nostra Provincia con la preziosa collaborazione dell’Agenzia ICE, consigliando e valutando le varie strategie per affrontare al meglio i nuovi mercati e promuovendo le proprie imprese sui social. Non è un caso che a Milano in questa edizione la nostra delegazione ha avuto la collaborazione di una importante blogger che ha postato live in tutti i circuiti del fashion le foto e i filmati dei nostri stand».

MICAM 2016 2In contemporanea con TheMicam, si è tenuta anche la Fiera Mipel: quattro giorni dedicati alle eccellenze della pelletteria Made in Italy ed internazionale. 10.000 metri quadrati di area espositiva, oltre 300 aziende tra noti brand, griffe emergenti e trend setter e 12.000 buyer internazionali interessati alle migliori realtà della pelletteria e dell’accessorio. «Secondo alcune stime – afferma inoltre Cristina Orlandi, della Pelletteria Valentino Orlandi e neo Presidente della Pelletteria di Confartigianato Imprese Macerata – il mercato della pelletteria rappresenta il 30% circa delle vendite totali del segmento lusso. La forte propensione all’export del settore, che colloca nei mercati internazionali quasi il 90% del fatturato, si conferma anche nei primi tre mesi del 2016. Quest’anno la performance delle nostre aziende artigiane è stata leggermente meno positiva. I buyer che hanno visitato gli Stand provenivano, per la maggior parte, da Ucraina, Germania, Cecoslovacchia, Corea, Giappone, USA, Brasile e Sud Africa. Mentre al Micam si è registrato un leggero aumento di buyer italiani rispetto alle precedenti edizioni, al Mipel la tendenza è contraria, con più buyer stranieri rispetto agli italiani».

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